Spesso i genitori si interrogano su come prendersi cura dei propri figli, quali alimenti dar loro e quali evitare, come prevenire eventuali malanni, per quanto tempo concedere tablet, telefoni o televisione, ma raramente si interrogano sull’importanza che il gioco ha nella vita del bambino. Eppure il gioco è un elemento centrale del processo di crescita, sin dalla nascita.
Non esiste un gioco che non sia inclusivo. Perché questo? Perché giocare significa liberare le pressioni del contesto familiare, sociale, ecc. Il bambino col gioco libero può sperimentare la forza e le possibilità di movimento che il proprio corpo gli offre.
Per questo è necessario prendere consapevolezza del vero significato della parola inclusione. Inclusione non è niente più che riconoscere l’altro. Attenzione, inclusione non significa disabilità, anzi inclusione significa capire che tutti, ciascuno di noi ha una sua originalità ed è diverso da un altro.
Il Parco Giochi è un mediatore per l’inclusione di tutti. Accoglie tutti i bambini, e anche gli adulti. Inoltre il Parco Giochi è stato pensato socio-pedagogicamente per far sì che tutti i bambini possano farne uso. Il gioco favorisce le relazioni con gli altri. In molti casi, soprattutto con i bambini piccoli, le attività del Parco devono essere mediate dall’adulto, e questo è importante che i genitori lo sappiano sia perché ancora il bambino deve sviluppare le capacità che lo porteranno a muoversi autonomamente, sia perché si trova in un momento evolutivo in cui l’aspetto relazionale è primario. Poi perché deve imparare a rispettare le regole, capendo quindi che i giochi servono a giocare e non per essere distrutti.
La relazione con l’altro mantiene un ruolo centrale anche nelle successive fasi dello sviluppo, passando, dalla relazione con l’adulto a quella con i coetanei. Con il passare del tempo, la relazione con i coetanei, con i suoi compagni, assume sempre più importanza e l’attenzione si sposta dall’adulto agli altri piccoli amici, e così iniziano a creare momenti di gioco condiviso, a interagire nel pianificare, regolare e svolgere l’attività ludica in autonomia.
Il gioco come stimolo per lo sviluppo del linguaggio
Giocare è infatti anche un’occasione d’oro per stimolare il linguaggio dei piccoli, sin dalle primissime fasi di vita. Il sistema uditivo è uno dei primi a svilupparsi, e ciò permette ai bambini di conoscere i suoni della lingua madre già in fasi molto precoci della crescita.
Il gioco, quindi, consente di esplorare il mondo
I giochi del Parco permettono l’esplorazione. È il modo più comune che i bambini utilizzano per conoscere il mondo e apprendere informazioni sul suo funzionamento. Le forme dell’esplorazione mutano con l’accrescere delle competenze. Se ci si fa caso, ogni gioco presente al Parco ha le indicazioni sulle competenze che aiuta a sviluppare, ossia quali funzioni neuro cognitive dei bambini sono stimolate. Inizialmente infatti, è qui nel Parco che il gioco, inteso come oggetto, viene manipolato, osservato, “assaggiato” e scosso per coglierne il significato.
Una delle cose più interessanti del gioco al Parco è la quantità di proposte che si possono mettere a portata dei bambini e che offrono svariate possibilità di utilizzo. In questo modo il bambino vive un’esperienza di piacere e divertimento.
Il Parco Giochi quindi non è composto semplicemente da giochi, bensì si tratta di contesti di giochi vari, adatti alle diverse età e che permettono al bambino di mettersi alla prova e di trovare la propria strada, sperimentando gli ambiti di competenza e arricchendoli.
Il gioco aiuta a trovare soluzioni e risolvere problemi. La creatività stimolata dal gioco si manifesta anche nella capacità di trovare soluzioni utili a risolvere i problemi. Anche in questo caso, il Parco Giochi, si configura come un ambiente protetto in cui trovare la propria autonomia. Un esempio classico é quello del Caleidoscopio: agli occhi dell’adulto è un semplice simile telescopio, ma per fortuna per i piccoli può diventare la possibilità di liberare le loro fantasie cercando e scoprendo mille forme e colori, aerei, nuvole, barche, un buco immaginario nella terra, una chitarra per interpretare meravigliose melodie e così via fino a modificarsi all’infinito.
Con i giochi del Parco i bambini hanno la possibilità di sviluppare delle competenze che li permetteranno un avvio tranquillo al passaggio delle diverse tappe della loro crescita. La maggior parte dei bambini trascorre, spesso, buona parte del tempo davanti alla televisione, alla tablet o al cellulare. Ma giocare all’aperto, giocare nei Parchi Giochi, come ogni tipo di attività motoria, se praticata per almeno trenta minuti al giorno aiuta a viver sani.
L’attività educativa non è solo trasmissione di nozioni, ma soprattutto la creazione di relazioni significative. Giocare favorisce rapporti attivi e creativi sul terreno sia cognitivo sia relazionale, consente al bambino di trasformare la realtà secondo le sue esigenze interiori, di realizzare le sue potenzialità. L’invito, quindi, è quello di lasciare che i bambini provino a uscire dalle piccole impasse o diatribe con gli amici osservandoli da lontano e, qualora sia necessario, offrendo aiuto solo dopo che essi stessi hanno già messo in atto dei tentativi di risoluzione. Se infatti l’adulto, il genitore, agisce al posto del bambino toglie a lui una possibilità importante di crescita.
Giocare al Parco, tutti e con tutti, deve essere un momento di svago e divertimento, ma soprattutto un’occasione di crescita, relazione con l’altro, aldilà se ha una disabilità oppure no. Significa sviluppo delle competenze. I genitori sono i primi educatori dei propri figli e per questo è importante che riescano a dedicare tempo, spazio e pensiero al gioco con i bambini. Importante è soprattutto che i figli ricevano dai genitori sempre messaggi accomodanti, non di esclusione ma d’inclusione, al fine di permettere ai bambini di poter crescere in armonia con tutti.
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