Gioco inclusivo: il ruolo dell’adulto

Come comportarsi al Parco Giochi e nella routine ludica dei più piccoli

15 Novembre 2020 a cura di
Gioco inclusivo: il ruolo dell’adulto

L’adulto deve organizzare il tempo libero del bambino o educare il piccolo stesso a usarlo in modo autonomo?

Educare il bambino al gioco e all’autonomia dovrebbe essere prioritario rispetto all’organizzazione minuziosa del suo tempo libero. Il bambino va aiutato adeguatamente ad assecondare le proprie inclinazioni e a vivere serenamente il proprio tempo, anche se apparentemente sembra “vuoto”. Un bambino, infatti, gioca sempre, anche quando a noi adulti sembra non far nulla o perdere tempo. Perciò la presenza dell’adulto nel Parco Giochi assieme al bambino rende più forte la possibilità di far sì che le competenze che il bambino acquista giocando siano interiorizzate meglio.

 

Dato che i piccoli ancora non conoscono le proprie capacità e i propri gusti, è anche giusto non programmare né vincolare troppo le loro attività, ma lasciarli liberi di sperimentare e procedere per tentativi alla ricerca delle proprie passioni. Che sia il bambino stesso ad andare incontro ai giochi. I giochi devono diventare una proposta non un’imposizione. Il bambino che gioca impara a “essere” e a sviluppare una relazione con gli altri, attraverso il Parco Giochi e altre attività che, a volte, sfuggono alla nostra totale comprensione.

 

I bambini ascoltano, fiutano, toccano, assaporano e, così, “assorbono” il mondo, apprendendo attraverso i loro sensi. L’impegno che vi mettono è un vero lavoro da cui non dobbiamo distoglierli. È giusto offrire al bambino un ambiente appassionante e vigilare su ciò che fa, ma non dobbiamo interromperlo, né invadere la sua sfera di gioco. All’interno del Parco Giochi l’adulto ha un ruolo importante nel gioco del bambino (il cui primo giocattolo potremmo affermare essere la madre!), ma non deve interferire o necessariamente comprendere razionalmente ciò che il bambino fa. Può partecipare al suo gioco, ma dando valore al gioco stesso, diventandone complice e rispettandone le regole e il senso o anche restare fuori per osservarlo e ascoltarlo, per cogliere i suoi ritmi, i tempi e le iniziative per aiutarlo poi ad assegnare un nome alle cose e un significato alle azioni. Giocare, anche insieme, aiuta a conoscere meglio i bambini e il loro mondo e aiuta anche a farsi conoscere meglio dai bambini stessi, aiuta a dialogare, creare e rafforzare legami e ciò getta le basi per una più efficace educazione.

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Diventa importante la valorizzazione del gioco – così come l’apprendimento e l’educazione – ma è anche opportuno valorizzare il rapporto con i bambini. Predisponendo un ambiente e degli strumenti “di lavoro” sicuri e adeguati, è importante favorire le attività di lavoro manuale, in modo che ci sia un buon equilibrio e coordinazione con il lavoro mentale, al fine di uno sviluppo neuro- psico-fisico equilibrato, che permetta di muoversi senza difficoltà nelle diverse situazioni. Il ruolo dell’adulto è importante sull’individuazione dei possibili svolgimenti delle attività scelte dal bambino, delle regole e dei limiti, in modo che il bambino possa individuarsi in rapporto a sé, agli altri e alle cose. I giochi del Parco aiutano in questo senso a scoprire e a scoprirsi. I bambini di oggi vivono in un mondo sempre più fatto di segni e non di cose, vivono una realtà virtuale (anche TV, tablet e cellulari sono segni). Compito dell’adulto è anche far sì che il bambino giochi e svolga una relazione con la realtà delle cose e delle relazioni.

(ph: Shutterstock)