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LA NOSTRA INTERVISTA

Genetica, Konstantin Severinov: «Il Covid ci ha permesso di attuare nuovi studi»

Il Direttore del Centro di Ricerca moscovita Scoltech Center of Life Sciences protagonista al XIII Forum Economico Eurasiatico di Verona

23 Ottobre 2020

Al XIII Forum Economico Eurasiatico di Verona si è parlato di genetica e ricerca del genoma, e di quanto le stesse siano in grado di migliorare la salute dell’umanità, ma anche di fornire una svolta in molti settori dell’economia.

 

Considerando che il lavoro sul genoma viene percepito molto diversamente in Oriente e in Occidente, «la cooperazione internazionale e la possibilità di nuovi standard globali costituiscono un elemento chiave di successo». A confermarlo Konstantin Severinov, Direttore del Centro di Ricerca moscovita Scoltech Center of Life Sciences, uno dei massimi esperti al mondo, nel corso di un’intervista esclusiva rilasciata a VSalute.it.

 

«Le opportunità di lavoro e la collaborazione tra scienziati di vari Paesi non si esauriscono mai  ̶  dichiara  ̶ . Le relazioni tra Italia e Russia, in riferimento agli studi genetici, vivono una nuova partenza. Cito in particolare la collaborazione della Russia con l’Istituto di Ricerca Genetica Umana diretta da Ruggero De Maria, Presidente dell’Istituto Italiano per Medicina del Genoma (IIGM)».

 

Quali sono le opportunità che le conoscenze legate al genoma possono offrire?

Anche per le malattie genetiche vale la regola che prima si diagnosticano meglio si possono curare.

 

Quanto in Russia si sta facendo sulla ricerca del genoma e sulla genetica?

Fino a un anno fa la Russia non era specificamente all’avanguardia nella ricerca genetica, ma il Presidente Putin ha promosso un programma di ricerche e ora stiamo lavorando intensamente per concretizzarlo. Vorrei poi parlare del vaccino contro il Coronavirus: sono già quattro i vaccini allo studio e questo è un grande risultato e una grande vittoria.

 

Quanto il Coronavirus sta ostacolando il lavoro di voi scienziati?

Il genoma è un problema a lungo termine che permarrà oltre il Covid-19, ma allo stesso tempo questa pandemia ci ha messo nelle condizioni di attuare nuovi studi genetici. Vorrei sottolineare che proprio degli scienziati italiani hanno fatto degli studi di grande valore scientifico, volti a evidenziare la correlazione tra la gravità di manifestazione della malattia e il patrimonio genetico dell’individuo.

 

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