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Gaza, Netanyahu: “Operazione Rafah quasi conclusa, poi possibili truppe verso Nord”

24 Giugno 2024

(Adnkronos) – “La fase più intensa della guerra a Rafah sta per terminare. Avremo poi la possibilità di spostare parte delle forze a nord e lo faremo. Prima e soprattutto a scopo difensivo e in seconda battuta per riportare gli sfollati alle loro case”. Così il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in una intervista a Channel 14, riferendosi alla battaglia contro Hezbollah.  

Una volta completata la fase più intensa delle operazioni a Rafah quindi, “affronteremo il nord. Faremo il necessario. Posso garantire agli israeliani che se sarà necessario impegnarsi in questa sfida, lo faremo. Siamo in grado di combattere su diversi fronti e ci stiamo preparando a farlo”, ha detto.  

Israele è disposta ad accettare a una soluzione diplomatica per porre fine alla minaccia di Hezbollah, ha aggiunto, precisando che tale passo “dovrà essere secondo i nostri termini, quindi includere la rimozione di Hezbollah dal confine”. I residenti del nord di Israele devono poter tornare a casa, ha concluso. 

Gli Stati Uniti non saranno in grado di aiutare Israele a difendersi in una eventuale guerra complessiva con Hezbollah così come invece avevano fatto lo scorso aprile durante l’attacco con i droni dell’Iran, ha intanto affermato il capo degli stati maggiori riuniti Usa, Charles Brown, ribadendo che da Washington si continua a consigliare a Israele di evitare di aprire un fronte contro il sud del Libano. L’Iran, ha aggiunto, “sarà più orientato a sostenere Hezbollah, soprattutto se ritengono che sia particolarmente minacciato”. Una offensiva militare di qualsiasi tipo israeliana in Libano rischia di scatenare una guerra su più vasta scala, e di mettere le forze americane in pericolo. La sicurezza delle forze Usa è la priorità del Pentagono. 

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Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato l’uccisione di Muhammad Salah, responsabile dei progetti e dello sviluppo delle armi nel quartier generale di Hamas. Salah è stato ucciso in un raid aereo nella Striscia di Gaza seguendo le indicazioni dell’intelligence israeliana, hanno spiegato le Idf in una nota rilanciata dal Jerusalem Post. Saleh ”comandava un certo numero di squadre terroristiche di Hamas che lavoravano allo sviluppo di armi”, hanno precisato i militari israeliani.Manifestanti bloccano autostrada vicino Tel Aviv 

I manifestanti antigovernativi in Israele hanno intanto bloccato questa mattina il traffico sull’autostrada 2, vicino a Tel Aviv, come parte di una protesta finalizzata a chiedere le dimissioni del primo ministro Benjamin Netanyahu. Lo scrive il Times of Israel aggiungendo che i manifestanti hanno chiesto che giovedì si arrivi a uno sciopero generale in tutta Israele in modo da esercitare maggiore pressione sul governo. 

”Mentre gli ostaggi vengono abbandonati a Gaza, il nord sta bruciando e un’altra guerra minaccia di scoppiare, il governo sta trascurando tutte le nostre vite”, hanno detto i manifestanti in una nota. ”Questa è una situazione di emergenza. E’ chiaro che Netanyahu non è né adatto, né degno” a guidare il Paese, aggiungono. 

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno testato con successo un sistema di propulsione a razzo una base militare nel centro di Israele. Lo ha dichiarato il ministero della Difesa israeliano in una nota. Il test era stato pianificato in anticipo ed è stato eseguito ”come previsto”, si legge sul Times of Israel. 

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“Sono sempre più preoccupato” per il peggioramento della situazione nel Sud del Libano, al confine con Israele. Lo sottolinea l’Alto Rappresentante dell’Ue Josep Borrell, a margine del Consiglio Affari Esteri a Lussemburgo.  

La ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock si recherà intanto oggi in Israele e poi in Libano definendo la situazione al confine con Israele ”più che preoccupante”. L’obiettivo è quello di cercare di ”prevenire una guerra regionale”, si legge in una nota del ministero degli Esteri tedesco. Dopo la sua partecipazione al Consiglio Affari esteri della Ue in Lussemburgo, è previsto un intervento di Baerbock alla Herzliya Conference organizzata a Tel Aviv dall’Institute for Policy and Strategy (Ips) e dalla Reichman University. Si tratta dell’ottava visita di Baerbock in Israele dall’attacco del 7 ottobre da parte di Hamas. 

Come ha spiegato la portavoce del ministero degli Esteri tedesco a Berlino, i colloqui che Baerbock avrà in Israele e nei Territori palestinesi si concentreranno sulla guerra in corso nella Striscia di Gaza e nella situazione umanitaria catastrofica. Domani la ministra tedesca sarà a Ramallah per incontrare il primo ministro dell’Anp Mohammed Mustafa e discutere con lui la situazione in Cisgiordania oltre al piano di riforme dell’Autorità nazionale palestinese. 

In Israele previsto un incontro con il ministro degli Esteri Israel Katz a Gerusalemme. Domani sera è in programma un colloquio con il primo ministro libanese Najib Mikati a Beirut. 

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Sono ”inaccettabili le minacce di Hezbollah a Cipro”, che è uno ”stato sovrano dell’Unione europea”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri greco Giorgos Gerapetritis dopo che il Segretario generale di Hezbollah Hassan Nasrallah aveva minacciato di colpire Cipro se avesse dato sostegno a Israele. 

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