Gaming e azzardo: un adolescente su 6 a rischio dipendenza

Indagine ISS: dipendenze comportamentali che possono inficiare sul benessere psicologico. In calo l'uso problematico dei social media

27 Luglio 2026 a cura di
Gaming e azzardo: un adolescente su 6 a rischio dipendenza

Più di uno studente italiano su sei tra gli 11 e i 17 anni presenta almeno un comportamento a rischio legato all’uso problematico dei social media, al gaming o al gioco d’azzardo. È quanto emerge dall’indagine nazionale “Dipendenze comportamentali nella Generazione Z 2.0“, realizzata tra ottobre e dicembre 2025 dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Lo studio, condotto su un campione rappresentativo della popolazione studentesca italiana, ha coinvolto 198 istituti scolastici e oltre 18.000 studenti: 8.272 frequentavano la scuola secondaria di primo grado, mentre 10.123 erano iscritti alla scuola secondaria di secondo grado. I dati mostrano che il 17,3% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni, pari a circa 280.000 giovani, e il 17,9% dei 14-17enni, oltre 400.000 studenti, presenta almeno uno dei tre comportamenti a rischio presi in esame.

«I risultati – sottolinea Simona Pichini, direttore del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Iss- mostrano come le dipendenze comportamentali rappresentino una delle aree emergenti della salute pubblica in età evolutiva: videogiochi, gioco d’azzardo e social media possono assumere, per alcuni adolescenti, caratteristiche problematiche, fino a interferire con il sonno, lo studio, le relazioni, il tempo libero e il benessere psicologico».

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Gaming problematico, il fenomeno colpisce soprattutto gli under 14

Tra i comportamenti analizzati, il gaming rappresenta quello più diffuso tra gli studenti più giovani. Il 13,6% degli 11-13enni, pari a circa 219.000 ragazzi, presenta infatti un profilo compatibile con un disturbo da gaming. Tra gli adolescenti di età compresa tra i 14 e i 17 anni la percentuale si riduce al 7,9%, corrispondente a circa 183.000 studenti.

L’attenzione degli esperti si concentra non tanto sul semplice utilizzo dei videogiochi, quanto su un uso persistente e difficile da controllare. «Anche la sovrapposizione con altri comportamenti problematici è rilevante – aggiunge Claudia Mortali, del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Iss – Tra gli 11-13enni con gaming problematico il 9,5% presenta anche un profilo di giocatore d’azzardo problematico, rispetto allo 0,5% degli studenti che non giocano ai videogiochi. Similmente, tra i 14-17enni con gaming problematico, il 15,3% presenta anche un profilo di giocatore d’azzardo problematico, rispetto al 2,5% degli studenti che non giocano ai videogiochi».

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda gli acquisti effettuati all’interno dei videogiochi. Quasi uno studente su due tra quelli con gaming problematico dichiara di aver speso denaro negli ultimi dodici mesi per avanzare più rapidamente o ottenere vantaggi nel gioco, anche attraverso l’acquisto di “loot box“, pacchetti digitali dal contenuto casuale o delle chiavi necessarie per aprirli.

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Gioco d’azzardo, circa 340.000 studenti a rischio

Sebbene sia vietato ai minori di 18 anni, il gioco d’azzardo continua a coinvolgere una quota significativa di adolescenti. Il 10,6% degli studenti tra gli 11 e i 13 anni riferisce di aver giocato d’azzardo almeno una volta negli ultimi dodici mesi, percentuale che sale al 22,1% nella fascia 14-17 anni.

Nel complesso, l’Iss stima che circa 340.000 studenti italiani presentino un comportamento di gioco d’azzardo a rischio o problematico. I profili più critici risultano associati a una maggiore propensione al rischio, impulsività, aggressività, disturbi del sonno, sintomi ansiosi e depressivi, episodi di cyberbullismo e un minore controllo da parte degli adulti.

Particolarmente delicata è la situazione del gioco online. Tra i ragazzi di 14-17 anni che giocano esclusivamente via internet, i giocatori problematici rappresentano il 20%, contro il 13,7% di chi frequenta soltanto luoghi fisici. Un dato che, secondo i ricercatori, rafforza la necessità di sistemi efficaci di verifica dell’età per impedire ai minorenni l’accesso alle piattaforme di gioco.

Social media, cala l’uso problematico ma resta alta l’attenzione

L’indagine evidenzia anche un dato incoraggiante: l’uso problematico dei social media è in diminuzione rispetto al 2022. Attualmente interessa l’1% degli studenti tra gli 11 e i 13 anni, pari a circa 15.900 ragazzi, e il 2,1% dei 14-17enni, circa 48.600 studenti. Nonostante il calo, gli esperti invitano a non abbassare la guardia.

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«I risultati – conclude Pichini – mostrano che gaming, gioco d’azzardo e uso problematico dei social media non sono fenomeni isolati, ma condividono spesso le stesse condizioni di vulnerabilità e possono presentarsi contemporaneamente. Si conferma quindi la necessità di interventi precoci e integrati che coinvolgano studenti, famiglie, scuola, servizi sanitari e ambienti digitali».

Fonte: Dire

(Ph. Shutterstock)