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Regioni e governo

G20: intesa raggiunta, per Draghi “un successo”

Per la prima volta i Paesi del G20 si sono impegnati a contenere il riscaldamento climatico

1 Novembre 2021

«Non è stato facile raggiungere un accordo, ma è stato un successo. Questo vertice mi rende fiducioso sulla capacità che il G20 sembra aver trovato di fronte a sfide epocali». Lo ha detto il premier Mario Draghi, in conferenza stampa al termine del G20. Il Presidente del Consiglio, padrone di casa nella due giorni che ha riunito alla Nuvola dell’Eur i leader delle venti maggiori potenze economiche mondiali, ha dichiarato: «Abbiamo riformato il sistema di tassazione internazionale per garantire che tutte le società paghino la giusta quota di tasse, un risultato inseguito per decenni e mai riuscito prima».

 

«Per la prima volta i Paesi del G20 si sono impegnati a contenere il riscaldamento climatico entro gli 1,5 gradi, con azioni serie e immediate e un impegno a medio termine», ha spiegato Draghi.

Anche sul carbone i finanziamenti pubblici internazionali per una nuova capacità di generazione elettrica non andranno oltre la fine di quest’anno. 

 

Sulle emissioni zero si arriverà “gradualmente” verso il 2050, e su questo a Roma c’è stato un progresso. Non c’è una data precisa, come ha sottolineato il capo del Governo, ma prima l’impegno per il 2050 era assolutamente assente e quindi c’è stato un passo avantiin merito.

 

100 MILIARDI ALL’ANNO AI PAESI PIÙ POVERI

Cento miliardi di dollari l’anno per i Paesi più poveri, per aiutarli a far fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici. È uno degli impegni assunti dal G20, menzionati dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, nella conferenza stampa al termine del vertice.

 

Per finanziare i Paesi poveri nella lotta contro il cambiamento climatico si potrà usare un’ulteriore allocazione dei diritti di prelievo speciali, almeno questa è la proposta della Francia che l’Italia sostiene.

In qualsiasi caso, l’Italia ha annunciato lo stanziamento per un importo di 1,4 miliardi di dollari ogni anno per cinque anni: quindi in totale sono 7 miliardi.

 

Fonte: Dire

(ph: Imagoeconomica)

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