Dall'Italia

Farmaci illegali: sequestrate 30mila unità per valore di 100mila euro

A renderlo noto è l'Agenzia del farmaco italiana AIFA

9 Giugno 2021

«Grazie all’intensificazione dei controlli sulle spedizioni dirette in Italia, sono stati individuate e sequestrate nel corso della week of action circa 30mila unità di farmaci illegali e falsificati, per un valore stimato di circa 100mila euro». Lo rende noto in un comunicato l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), illustrando i risultati dell’operazione internazionale “PANGEA XIV”, che si è svolta dal 18 al 25 maggio, finalizzata a contrastare la commercializzazione di medicinali e dispositivi medici illegali o falsificati venduti online.

 

L’operazione Interpol, coordinata per l’Italia dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione centrale di Polizia Criminale, ha visto la partecipazione a livello mondiale di 55 Paesi. Lo sforzo congiunto di autorità doganali, regolatorie e forze di polizia, ha portato a livello globale «al sequestro di 9.089.549 farmaci/dispositivi medici/ si legge ancora nella nota di AIFA- alla chiusura di 113mila siti internet illegali e all’arresto di un considerevole numero di soggetti coinvolti nel traffico di medicinali potenzialmente dannosi per la salute». Le attività di controllo sono state effettuate presso i maggiori hub aeroportuali dei Corrieri Espresso e delle Poste, in ragione dell’elevato numero di spedizioni di cui questi sono destinatari. Presso questi hub sono state condotte verifiche congiunte da parte di “squadre miste” composte da personale di ADM e militari dei Nuclei dei Carabinieri NAS, coadiuvati dall’Ufficio Investigazioni della Direzione Antifrode ADM e dal Nucleo Carabinieri-NAS AIFA, con il supporto dell’Agenzia Italiana del Farmaco.

 

«L’operazione ha inoltre consentito di individuare trend emergenti  ̶  prosegue ancora AIFA  ̶  come quelli riguardanti sia le spedizioni illegali di farmaci provenienti da Singapore, che le spedizioni di farmaci di medicina tradizionale cinese utilizzati per la cura del Covid-19, presumibilmente destinati alle comunità asiatiche residenti in Italia. In questi casi, l’intervento di INTERPOL è stato particolarmente significativo, grazie alla rapidità con la quale è stata possibile la condivisione delle informazioni a livello intercontinentale». Alla luce dell’attuale pandemia da Covid-19, all’AIFA preme inoltre evidenziare come in Italia, cosi come negli altri Paesi coinvolti nell’Operazione PANGEA, l’attività di controllo si sia «focalizzata in modo particolare sui farmaci correlati alla cura del Covid-19, consentendo di individuare e bloccare medicinali che, lungi dal rappresentare una reale cura per i pazienti affetti dal virus, li espongono invece a seri rischi per la propria salute», conclude la nota.

 

(ph: Shutterstock)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *