Falsi certificati a migranti, perquisizioni per 20 medici in 9 città

L'indagine partita da Ravenna è arrivata a Bari, Bologna, Firenze e Milano. Sit-in di protesta nel capoluogo emiliano a sostegno di cinque camici bianchi portati in Questura

17 Settembre 2026 a cura di
Falsi certificati a migranti, perquisizioni per 20 medici in 9 città

Oltre venti medici sono stati perquisiti in nove città italiane nell’ambito di un’inchiesta sul presunto rilascio di certificazioni mediche false per impedire il trattenimento di cittadini stranieri irregolari nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr). L’operazione, coordinata dalla Procura di Ravenna, ha coinvolto anche Bologna, dove è scattata una protesta in solidarietà con cinque sanitari.

Una maxi operazione della Polizia di Stato, su mandato della Procura della Repubblica di Ravenna, è stata condotta ieri in diverse città italiane. Sono state eseguite perquisizioni locali, personali e informatiche nell’ambito di un procedimento sul rilascio di presunte certificazioni mediche false, finalizzate a impedire il trattenimento di cittadini stranieri irregolari nei Centri di permanenza per i rimpatri.

Destinatari dei decreti di perquisizione sono, ad eccezione di un solo caso, medici non iscritti nel registro delle persone nei cui confronti si svolgono le indagini preliminari. Le perquisizioni sono in corso a Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma e Varese, con il concorso delle Squadre Mobili territorialmente competenti. Sull’attività investigativa vige il massimo riserbo.

A Bologna sit-in di protesta in questura: «fatto gravissimo: sanitari non vanno piegati a richieste dello Stato»

È scattato un presidio di protesta davanti alla Questura di Bologna per i medici sotto accusa per aver prodotto false certificazioni con cui attestare l’inidoneità all’ingresso nei Cpr.

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«Si sono svolti fatti gravissimi all’alba – spiega Marica Greco del Laboratorio di salute popolare – nei confronti di alcuni colleghi infettivologi che sono stati perquisiti nelle loro abitazioni e poi portati in Questura. Siamo qui in solidarietà a questi colleghi, ma soprattutto per dire che il nostro ruolo di cura e il ruolo dei sanitari non può essere piegato alle richieste di uno Stato che intende recludere le persone all’interno di questi luoghi che ammalano e che producono morte».

Sarebbero cinque i medici portati in Questura, occupati nelle strutture sanitarie tra Bologna, Ravenna e Ferrara. Greco sottolinea come la patogenicità dei Cpr sia stata ormai «testimoniata da ampissima letteratura, per cui seguiamo semplicemente il codice deontologico della nostra professione, che ci impone di promuovere sempre in ogni situazione la tutela della salute delle persone che incontriamo nel nostro percorso professionale».

Di conseguenza, sostiene Greco, è «inaccettabile che si venga accusati di un’accusa così grave e sostanzialmente infondata dal punto di vista sia deontologico che legale».

Medici perquisiti, il legale Anselmo: «trattati come criminali»

Le perquisizioni svolte «sono state fatte con una modalità terribile: queste persone non sono nemmeno indagate e sono state trattate come criminali, venendo perquisite alle 5.48 di mattina». A dirlo è l’avvocato Fabio Anselmo, che assiste cinque medici perquisiti e portati in Questura a Bologna.

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L’operazione, svolta dalla Squadra mobile, rientra tra quelle avvenute in varie province italiane, dove sono stati perquisiti in tutto oltre 20 medici su incarico della Procura di Ravenna, nell’ambito dell’inchiesta sul rilascio di presunte certificazioni mediche false per impedire di trattenere cittadini stranieri irregolari nei Cpr. Pur precisando di «non avercela con la Squadra mobile, che ha solo eseguito delle disposizioni», Anselmo lamenta con forza le modalità con cui sono state eseguite le perquisizioni.

Fonte: Dire
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