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Emicrania: quali alternative per pazienti pediatrici o in gravidanza?

È sicuramente il problema con un maggiore impatto sulla qualità della vita

21 Luglio 2021

Il mal di testa, o cefalea, è un sintomo molto frequente non solo nei pazienti adulti, ma anche in quelli pediatrici, specialmente in età scolare. Alcune statistiche dimostrano che circa il 25% di bambini in quella fascia di età riferisce di aver avuto almeno un episodio di mal di testa nel corso dell’anno.

Questo disturbo colpisce indifferentemente i bambini di sesso maschile e femminile, tuttavia dopo i dieci anni di età l’incidenza di questo disturbo è maggiore nelle femmine rispetto ai maschi, con un rapporto di 3-1.

 

La cefalea è il sintomo neurologico più frequente che si riscontra nella pratica clinica in età evolutiva, ed il 90% delle volte si tratta di cefalee primarie, quindi che non sono indizio di una patologia organica.

Le due forme di mal di testa maggiormente diffuse nella popolazione pediatrica sono l’emicrania e la cefalea tensiva, con sintomi in parte speculari e con qualche differenza rispetto a quelli che si osservano nelle persone adulte.

L’emicrania è sicuramente il problema con un maggiore impatto sulla qualità della vita, per esempio sul rendimento scolastico, sulla vita sociale, sulla gestione della quotidianità ed è la ragione per cui più di frequente la famiglia si rivolge a uno specialista.

 

Uno dei principali fattori di rischio che ne favoriscono l’insorgenza è la familiarità, ma il mal di testa nei bambini può essere scatenato anche da cause di diversa origine e natura, fra cui ricordiamo stress, sia fisici che psicologici, contratture muscolari dovute a patologie infiammatorie muscoloscheletriche, disturbi del sonno, scorretta alimentazione, disturbi della vista…

Le manifestazioni cliniche dell’emicrania in età pediatrica sono spesso diverse rispetto a quelle che si riscontrano negli adulti. Una diagnosi corretta e tempestiva può evitare che il problema diventi cronico e, per esempio, porti ad abusare degli antidolorifici da banco, che possono indurre effetti collaterali negativi, rendendo più difficoltose le cure adeguate.

 

Nel caso delle cefalee primarie esistono due tipi di terapia:

  • Terapia dell’attacco;
  • Terapia di profilassi.

 

La terapia dell’attacco consiste nell’utilizzare tutti i mezzi, inclusi quelli farmacologici, per ridurre il dolore provato dal bambino. È importante eliminare il dolore sia da un punto di vista etico, sia perché il dolore non trattato tende a ripetersi e, quindi, a diventare cronico.

La terapia di profilassi, che può essere o meno di tipo farmacologico,  è indicata quando la frequenza e l’intensità dei mal di testa siano tali da interferire con le attività quotidiane del bambino.

 

Oltre all’eventuale terapia farmacologica che il pediatra può decidere di prescrivere, recenti studi hanno portato alla luce l’efficacia e la sicurezza della tecnica del blocco del ganglio sfenopalatino (1).

La tecnica prevede l’inserimento di un catetere per via transnasale, attraverso il quale viene iniettato un anestetico (adatto alla popolazione pediatrica) che vada a riempire la fossa pterigopalatina del paziente.

Si tratta di una procedura molto semplice e rapida, che nello studio in oggetto, effettuato su 489 pazienti, ha avuto un successo tecnico del 100%, una riduzione del dolore statisticamente significativa e nessuna complicazione.

 

Il trattamento viene eseguito di routine in meno di 10 minuti e comunemente riduce la necessità di assunzione di farmaci per via endovenosa, garantisce un controllo prolungato del dolore ed annulla la necessità di un ricovero ospedaliero. Data la sua invasività minima, potrebbe entrare a far parte del trattamento terapeutico nell’emicrania pediatrica refrattaria.

Data la sua minima invasività, e trattandosi di un semplice blocco anestetico, la terapia diventa idonea anche all’utilizzo su pazienti donne in stato di gravidanza. Infatti l’anestetico utilizzato in gran parte degli studi, tipicamente lidocaina, non ha controindicazioni né in gravidanza né per i pazienti pediatrici.

 

 

1_Sphenopalatine Ganglion Nerve Block for the Treatment of Migraine Headaches in the Pediatric Population – ammad A. Mousa, David J. Aria, Abeer A. Mousa, Carrie M. Schaefer, M’hamed H. Temkit and Richard B. Towbin. – Pain Physician 2021: 24:E111-E116

 

Con il contributo incondizionato di TIMED

(ph: Shutterstock)

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