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Regioni e governo

DPCM, informativa al Senato. Conte: «30 milioni di euro per test rapidi»

Il Premier: «La scelta prevista dal DPCM è da ricondursi all'esigenza di ridurre le occasioni di socialità»

29 Ottobre 2020

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Senato: «Con le misure del 24 ottobre abbiamo scelto di intervenire su attività, ambiti e situazioni suscettibili. Le scelte fanno riferimento a  protocolli internazionali. Ci siamo attenuti a evidenze scientifiche che ci hanno consentito di svolgere solide valutazioni prognostiche. Nel primo pomeriggio dello stesso sabato 24 ottobre il Ministro della Salute Speranza ha inviato una bozza al CTS, che ha condiviso il testo. Peraltro, il nostro modello, che ha portato alla creazione di 4 classi di rischio, si basa su 3 parametri: esposizione, prossimità, aggregazione. Questo è stato oggetto di critiche. Ma questa scelta non deriva dal mancato rispetto delle misure di sicurezza da parte delle categorie colpite. Il motivo della scelta è da ricondursi all’esigenza di ridurre le occasioni di socialità, le relazioni, durante le quali possono venir meno il corretto uso dei dispositivi e del distanziamento».

 

«Le attività sospese non sono state sospese perché non ritenute essenziali. Lo sono, ma abbiamo dovuto ridurre le situazioni relazionali. Così come per la scuola, per la quale abbiamo dovuto ridurre la didattica in presenza», sottolinea Conte che annuncia la predisposizione per le attività interessate dal Dpcm del 24 ottobre di «4 fasce di ristoro: 100, 150, 200 sino a 400%».

 

In riferimento all’emergenza sanitaria e al piano attuato per far fronte all’attività di screening, il Premier annuncia che sono stati disposti «30 milioni di euro per favorire la somministrazione dei tamponi rapidi presso i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Ieri sono stati chiusi due accordi con queste categorie  ̶  prosegue Conte  ̶  aventi per oggetto l’attività di indagine epidemiologica e dei test, al fine di alleggerire il carico dello screening che il sistema sanitario deve effettuare».

 

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