Non si può fermare il cambiamento, ne rallentarlo; dobbiamo rivoluzionare il nostro approccio.
Senza perdersi d’animo, occorre ripensare l’offerta in modo da rispettare la nuova normativa, tenere tutti al sicuro e limitare i danni. La ricetta su come cavarsela in mezzo alla tempesta: non pensiamo sempre ai problemi, troviamo soluzioni.
Quando tutto cambia, cambia tutto.
Riorganizzare gli orari
Il ristorante non è un bar, quindi non può certo mettersi a servire colazioni; però può aprire in tarda mattinata e fare orario continuato, un po’ come fanno i locali all’estero. In questo periodo apriamo verso le 12.00 e chiudiamo alle 18.00, così chi vuole può venire a bere e mangiare quando preferisce, anche nel pomeriggio. La domenica va completamente riorganizzata. Apriamo un poco prima, alle 11.00, per il brunch a prezzo fisso: 20 euro con bevanda inclusa fino alle 13.00.
Puntare sul pranzo
Manteniamo i business lunch, ma proponiamo a pranzo il menù completo. In un periodo in cui le persone lavorano da casa e possono distribuire le pause nell’arco della giornata lavorativa con maggior flessibilità, proporre il menù considerato tipicamente serale perché più impegnativo (ma anche più gourmet) è invece fondamentale.
Cambiare spesso il menù
Il nostro menù deve cambiare spesso. Ogni due mesi scegliamo due regioni italiane e dedichiamoci alla loro scoperta proponendo ricette tipiche nella loro versione gourmet (piatti fatti con prodotti tipici delle zone). Questo mese ad esempio sono in ballo Puglia e Toscana. Diamoci da fare con i piatti forti di questi territori.
Trasformare gli eventi in incontri compatibili con le regole
Incontri con un relatore e presentazioni di libri sono troppo pericolosi e impossibili da organizzare. Creiamo delle serate con dei più intimi pranzi con il relatore. La sala sarà organizzata in modo da poter facilmente ascoltare la presentazione dell’autore restando seduti a tavola per poi gustarsi un buon pranzo o un aperitivo pomeridiano.
(ph: Shutterstock)




