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Dolore cronico e Neuromodulazione: come il paziente gestisce lo stimolatore d’impulsi

Un metodo semplice e pratico: attraverso un telecomando regola l'intensità con il massimo comfort

8 Aprile 2021

La gestione dello stimolatore d’impulsi da parte del paziente è estremamente semplice poiché il paziente ha a disposizione un telecomando grazie al quale gestisce direttamente l’intensità della stimolazione senza dover ricorrere ad una connessione con la batteria.

 

Lo stimolatore  viene programmato dal bioingegnere insieme al medico algologo, in ottemperanza alle caratteristiche del sistema utilizzato e alle sensazioni che la stimolazione produce nel paziente. Dopodiché, il paziente viene dimesso ed una volta a casa, in tutta sicurezza, ha a disposizione esclusivamente un telecomando per gestire l’intensità di stimolazione con il massimo comfort.

 

Tale telecomando permette quindi una gestione semplicissima dello stimolatore d’impulsi tanto da consentire ai pazienti quasi di dimenticarsi della gestione della terapia, di dedicarsi alla propria routine in tutta tranquillità e soprattutto di evitare continue interazioni con il sistema di Neuromodulazione.

Il paziente tende a dimenticarsi della terapia in atto anche grazie alle dimensioni ridotte dello stimolatore d’impulsi che non impatta nemmeno dal punto di vista estetico: ricordiamo che la maggior parte dei pazienti che si rivolgono all’ambulatorio di terapia del dolore sono donne per le quali l’aspetto della gestione estetica è importante. Le pazienti sono quindi libere di condurre una vita “normale” come per esempio andare al mare o in piscina senza la paura che il loro piccolo “segreto” possa essere notato.

 

È fondamentale sottolineare come i pazienti, grazie all’impianto di Neuromodulazione, riducano l’utilizzo di farmaci analgesici con conseguente riduzione degli effetti collaterali. Sappiamo infatti che l’utilizzo di questi ultimi possono determinare alterazione nella vita di tutti i giorni come per esempio la guida.

 

La Neuromodulazione spinale infatti non presenta controindicazioni alla guida, mentre pazienti con dolore cronico sottoposti a terapia farmacologica con oppioidi o con gabapentinoidi possono presentare effetti collaterali che interferiscono con la capacità dell’attenzione.

Con la Neuromodulazione tutto questo non avviene: c’è massima libertà nella gestione del sistema di stimolazione in presenza di una grande efficacia e specificità di trattamento. Infatti ogni trattamento è specifico per il paziente, per la sua tipologia algica e per la sua condizione.

 

Con il contributo incondizionato di Abbott

(ph: Shutterstock)

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