Ultima ora
Logo Alperia
BRANDED

Dieta vegetariana e vegana: Sideral® come risposta alla carenza di ferro

Ricorrere ad una supplementazione con integratori specifici è fondamentale per il corretto funzionamento dell'organismo

11 Ottobre 2023

Negli ultimi anni le diete vegetariane e vegane si sono diffuse ampiamente nella popolazione, divenendo dei veri e propri stili di vita. Con il termine vegetarianesimo si intende quella pratica alimentare di eliminare la carne e i prodotti di origine animale dalla dieta.

Tipo di dietaNatura della dieta
VEGETARIANAPuò includere uova o prodotti lattiero-caseari
LATTO-OVO-VEGETARIAInclude uova e prodotti lattiero-caseari
LATTO-VEGETARIANAInclude prodotti lattiero-caseari, ma non uova
OVO-VEGETARIANAInclude le uova, ma non i prodotti lattiero-caseari
VEGANAEsclude uova e prodotti lattiero-caseari e può escludere il miele
VEGANA GREZZABasata su vegetali, frutta, nocciole, semi e cereali. La quantità di cibi non cotti varia dal 75 al 100%.

 

Queste diete, dunque, escludono il consumo di tutti i tipi di carne (suino, manzo, agnello etc.) e di prodotti a base di pesce, molluschi e crostacei.

I profili nutrizionali delle diete vegetariane e vegane variano molto, ma in generale possiamo identificare i deficit nutrizionali derivati da queste due tipologie di diete sulla base delle composizioni degli alimenti che le caratterizzano.

Infatti, alcuni studi scientifici hanno evidenziato che i soggetti che seguono questi regimi alimentari hanno una più elevata probabilità di sviluppare delle carenze nutrizionali, in particolare di ferro, zinco, iodio, selenio, calcio, acidi grassi essenziali omega-3, vitamina B12, vitamina D e vitamina B2.

 

Disponibilità del Ferro negli alimenti

Il ferro è un minerale fondamentale per la salute del nostro organismo, perché responsabile di alcuni processi metabolici dell’organismo, in particolare:

  • A livello del midollo osseo per produrre nuovi globuli rossi;
  • Per trasportare l’ossigeno nell’organismo;
  • Per favorire la sintesi di lipidi, carboidrati e materiale genetico (DNA).

Quando l’apporto di questo minerale non è sufficiente, a causa di una dieta poco bilanciata o di un aumento del fabbisogno, può insorgere il rischio di sviluppare una condizione di sideropenia, ovvero una carenza di ferro che, se non prontamente corretta, porta ad un quadro clinico chiamato anemia sideropenica.

Gli alimenti che contengono più ferro in assoluto sono: il fegato, le frattaglie, i frutti di mare, la carne in generale e nello specifico quella di cavallo, il pesce, il latte, alcuni tipi di verdure verdi (in particolare i cavoletti di Bruxelles e gli spinaci), i legumi (fagioli), la frutta secca (tra tutte le mandorle e i fichi secchi) e il cacao.

La biodisponibilità del ferro nelle diete varia notevolmente, infatti, in quelle vegetariane e vegane, l’apporto di ferro risulta essere più basso rispetto alla dieta onnivora. Il motivo del ridotto assorbimento del ferro risiede nel suo meccanismo di assorbimento, in quanto questo minerale si trova in due forme alimentari: ferro eme (bivalente) e ferro non eme (trivalente).

Il nostro corpo è in grado di assorbire più facilmente il ferro eme, quindi quello contenuto nelle carni e nei pesci, mentre quello non-eme presente nei vegetali e nelle uova è meno facilmente assorbibile.

L’assorbimento medio di ferro eme dai pasti contenenti carne è di circa il 25%. Nelle diete vegetariane, invece, la biodisponibilità di ferro non-eme è più bassa, pari al 5-10%, a causa di un elevato apporto di alimenti contenenti fitati e polifenoli.

 

I fitati si trovano in tutti i tipi di cereali, semi, noci, verdure, radici (ad es. patate) e frutta. Queste sostanze inibiscono fortemente l’assorbimento del ferro in modo dose-dipendente, anche in piccole quantità. Per esempio, la crusca ha un alto contenuto di fitato che, formando un legame con il ferro non lo rende “libero” e così ne inibisce fortemente l’assorbimento; i fitati non formano dei complessi solo con il ferro, ma anche altri minerali essenziali come zinco, magnesio e calcio.

La concomitante assunzione di calcio con il ferro riduce l’assorbimento di quest’ultimo. Per ridurre questa interferenza, le soluzioni pratiche includono l’aumento dell’assunzione di ferro, l’aumento della sua biodisponibilità o l’evitare l’assunzione di alimenti ricchi di calcio e cibi ricchi di ferro allo stesso pasto. Il meccanismo d’azione per l’inibizione dell’assorbimento è sconosciuto, ma l’equilibrio delle prove suggerisce fortemente che l’effetto inibitorio avviene all’interno della cellula mucosa stessa nella fase di trasferimento finale comune per il ferro eme e non-eme. Recenti analisi della relazione dose-effetto mostrano che i primi 40 mg di calcio in un pasto non inibiscono l’assorbimento del ferro eme e non-eme. Al di sopra di questo livello di assunzione di calcio, si sviluppa un’inibizione massima del 60% dell’assorbimento del ferro.

La richiesta di ferro nei soggetti vegani e vegetariani è più elevata rispetto a coloro che seguono altri tipi di dieta, in primis perché il ferro non-eme contenuto negli alimenti vegetali ha una bassa biodisponibilità. Questa potrebbe essere aumentata dal consumo parallelo di cibi ricchi in vitamina C, come ad esempio arance, limoni, fragole e kiwi. Per questa ragione, l’integrazione di ferro è spesso raccomandata in specifiche popolazioni di soggetti che seguono queste tipologie di diete, come ad esempio, donne in premenopausa, donne fertili con ciclo mestruale abbondante, adolescenti, donne in gravidanza, o soggetti che possiedono uno stato infiammatorio cronico.

Per ridurre il rischio di ritrovarsi carenti di ferro, è consigliato monitorare costantemente i livelli di ferro. In caso di carenza o aumento del fabbisogno di ferro, il medico o il nutrizionista possono anche raccomandare l’uso di un integratore alimentare per ripristinare i corretti valori fisiologici di ferro.

 

LA TECNOLOGIA SUCROSOMIALE®

In commercio esistono molti integratori a base di ferro, ma non tutti contengono la stessa fonte di ferro, che a seconda della sua natura chimica, proprio come avviene per il ferro alimentare, può risultare più o meno biodisponibile.

Il ferro è caratterizzato da un retrogusto metallico in bocca e, una volta venuto a contatto con la mucosa gastrica, può dare effetti irritativi caratterizzati da dolore, nausea e stitichezza.

I prodotti SiderAL® contengono ferro Sucrosomiale® (ferro pirofosfato) che viene avvolto da una matrice di fosfolipidi ed esteri saccarici degli acidi grassi, Tutti questi elementi prendono parte ad una singola struttura, chiamata Sucrosoma® (Figura).

 

L’innovazione della tecnologia Sucrosomiale® è caratterizzata da un’ottima tollerabilità e permette l’assunzione di ferro in qualsiasi momento della giornata (con il pasto o lontano dai pasti), per lunghi periodi di tempo, e previene qualsiasi disagio comunemente associato all’assunzione di ferro, come il retrogusto metallico sgradevole, l’irritazione della mucosa gastrica, la nausea o la stitichezza.  Superando i limiti legati all’integrazione convenzionale di ferro, il ferro Sucrosomiale® favorisce l’assunzione di questo importante nutriente in tutte le situazioni di carenza o aumento delle esigenze di ferro.

 

Conclusione

Le diete vegetariane e vegane opportunamente pianificate sono salutari e adeguate dal punto di vista nutrizionale. Qualora questa pianificazione non fosse adeguata, si rende necessario ricorrere ad una supplementazione con integratori alimentari specifici, per evitare di ritrovarsi carenti dei micronutrienti essenziali per il corretto funzionamento del nostro organismo.

 

Bibliografia:

  • Bakaloudi DR, Halloran A, Rippin HL, Oikonomidou AC, Dardavesis TI, Williams J, Wickramasinghe K, Breda J, Chourdakis M. Intake and adequacy of the vegan diet. A systematic review of the evidence. Clin Nutr. 2021 May;40(5):3503-3521. doi: 10.1016/j.clnu.2020.11.035. Epub 2020 Dec 7. PMID: 33341313.
  • Slywitch E, Savalli C, Duarte ACG, Escrivão MAMS. Iron Deficiency in Vegetarian and Omnivorous Individuals: Analysis of 1340 Individuals. 2021 Aug 26;13(9):2964. doi: 10.3390/nu13092964. PMID: 34578841; PMCID: PMC8468774.
  • Śliwińska A, Luty J, Aleksandrowicz-Wrona E, Małgorzewicz S. Iron status and dietary iron intake in vegetarians. Adv Clin Exp Med. 2018 Oct;27(10):1383-1389. doi: 10.17219/acem/70527. PMID: 30062867.
  • Craig WJ, Mangels AR; American Dietetic Association. Position of the American Dietetic Association: vegetarian diets. J Am Diet Assoc. 2009 Jul;109(7):1266-82. doi: 10.1016/j.jada.2009.05.027. PMID: 19562864.
  • Pohl A, Schünemann F, Bersiner K, Gehlert S. The Impact of Vegan and Vegetarian Diets on Physical Performance and Molecular Signaling in Skeletal Muscle. 2021 Oct 29;13(11):3884. doi: 10.3390/nu13113884. PMID: 34836139; PMCID: PMC8623732.
  • https://www.iss.it/documents/20126/0/Libretto_Alimentazione.pdf/46cc1fe6-0f9e-9722-acf7-36dc3d350ac0?t=1582280465780
  • sideral.it

 

(ph: Shutterstock)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *