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Approfondimenti

Dermatite atopica, un webinar in occasione della Giornata internazionale della malattia infiammatoria

I dati emersi: oltre 35mila in Italia. Bullizzati 39% dei giovani affetti, alta percentuale di disoccupati

25 Settembre 2020

In Italia oltre 35mila persone soffrono di dermatite atopica, malattia infiammatoria cronica che colpisce la cute del viso e del corpo di neonati, bambini e adulti. Un vero record tra le nazioni europee, soprattutto se si considera che circa 8mila pazienti sono affetti dalla forma grave della patologia. Secondo una recente analisi pubblicata su The Journal of Allergy and Clinical Immunology, intanto, il 39% dei giovani tra i 14 e i 17 anni è stato bullizzato o preso in giro a scuola a causa della malattia; mentre l’emergenza sanitaria legata al Covid-19, con il conseguente lockdown, hanno avuto un significativo impatto psicologico su questi pazienti, che li ha portati verso una maggiore condizione di isolamento.

 

Di questo, in sintesi, si è parlato durante il webinar “Dermatite atopica, tra rischio Covid e necessità di cure. Strategie per la fase II”, promosso dall’Osservatorio Malattie Rare, con il patrocinio di SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse), ANDeA (Associazione Nazionale Dermatite Atopica), con il supporto non condizionato di Sanofi Genzyme. L’evento si è svolto il 14 settembre, in occasione della Giornata internazionale della Dermatite Atopica.

 

Dermatite atopica e bullismo

«Il fattore psicologico ha una certa incidenza sui pazienti con dermatite atopica. Un impatto che si è accentuato ancora di più nel periodo del lockdown e che li ha portati a una maggiore condizione di isolamento  ̶  ha dichiarato Loredana Petrone, psicologa e psicoterapeuta all’Università Sapienza di Roma  ̶ . Ma la componente psicologica non è da sottovalutare neanche per chi ha altre malattie della pelle: sono tanti i casi di bullismo e di isolamento lavorativo registrati nel tempo. Forme di isolamento, quindi, da considerare anche alla luce del distanziamento sociale».  Per questo motivo SIDeMaST ha messo a disposizione «un servizio gratuito di video-consulto a distanza denominato “Atopia visita virtuale”  ̶  ha fatto sapere la presidente della società, Ketty Peris  ̶  che sarà attivo fino a fine dicembre 2020. L’obiettivo è indirizzare il paziente presso un centro specialistico dedicato alle cure di tale patologia». Ma oltre a questa iniziativa sarà attivato a breve, per il secondo anno consecutivo, il servizio promosso dalla campagna “Dalla parte della tua pelle”, che prevede una giornata dedicata a consulti gratuiti, su prenotazione in 30 centri ospedalieri-universitari in tutta Italia, durante la quale potranno essere fornite «tutte le possibili indicazioni per un ottimale percorso diagnostico e terapeutico della dermatite atopica», sottolinea Peris.

 

Dermatite e lavoro

La dermatite atopica è una patologia che può comportare conseguenze gravi anche in ambito lavorativo. «È stato dimostrato che i pazienti affetti da dermatite atopica hanno più probabilità rispetto alla popolazione sana di essere disoccupati e ciò implica costi sociali notevoli  ̶  spiega Mario Picozza, presidente ANDeA  ̶ . Questi ultimi, poi, aumentano se si considera il fatto che circa la metà dei malati presenta problemi di produttività lavorativa o assenteismo per via dello stress legato alla patologia e alla privazione di un adeguato riposo a causa del prurito incessante».

 

Durante il webinar gli esperti hanno infine concordato su quanto sia fondamentale che le misure di controllo della pandemia non comportino impedimenti nella continuità terapeutica dei pazienti con malattie croniche. «Garantire ai pazienti un equo e rapido accesso ai farmaci più innovativi in modo omogeneo sul territorio nazionale, confermare la validità dei piani terapeutici e informare malati e personale medico sulle reali condizioni di rischio  ̶ ha concluso Sandra Petraglia, dirigente Area Pre-Autorizzazione AIFA  ̶  sono punti su cui bisogna assolutamente lavorare per la fase 2, nell’ottica di aiutare le persone con malattie croniche, proprio come la dermatite atopica, che sono esposte a maggior rischio in caso di contagio da Covid-19». Al webinar, moderato da Ilaria Ciancaleoni Bartoli (direttore Osservatorio Malattie Rare), hanno partecipato anche Vito De Filippo (Commissione XII Affari Sociali della Camera) e Roberta Venturi (responsabile Sportello Legale Osservatorio Malattie Rare).

(ph: Shutterstock)

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