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Regioni e governo

Decreto anti-rave in Parlamento: da maggioranza apertura a modifiche “di dettaglio”

Dal governo rassicurano che la norma sui raduni non lederà il diritto dei cittadini a manifestare

3 Novembre 2022

Primo approdo in Parlamento della tanto contestata norma sui rave party, approvata nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri. Alle 15.00, in Aula al Senato, è stato annunciato il decreto legge che contiene anche norme sull’attuazione della riforma del processo penale ed ergastolo ostativo e sugli obblighi di vaccinazione anti-Covid. Con questo atto formale, deciso dalla capogruppo di Palazzo Madama, inizia quindi l’iter di conversione del provvedimento firmato lunedì sera dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo il varo da parte del Governo Meloni.

Il testo è stato approvato con il seguente titolo: “Misure urgenti in materia di divieto di concessione dei benefici penitenziari nei confronti dei detenuti o internati che non collaborano con la giustizia, nonché in materia di entrata in vigore del decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150, di obblighi di vaccinazione anti SARS-COV-2 e di prevenzione e contrasto dei raduni illegali”.

 

L’APERTURA A MODIFICHE “DI DETTAGLIO”

La nuova norma sui rave modifica l’articolo 434-bis del Codice penale. Nella formulazione iniziale uscita dal CdM il 31 ottobre scorso è prevista la reclusione fino a sei anni per gli organizzatori di raduni illegali. Ma anche i partecipanti rischiano il carcere. Dopo le rassicurazioni della stessa premier Giorgia Meloni, del titolare del Viminale Matteo Piantedosi e del ministro della Giustizia Carlo Nordio che la norma sui raduni non lederà il diritto dei cittadini a manifestare liberamente, oggi vari esponenti della maggioranza ribadiscono che l’impianto del testo nella sostanza resta, ma si comincia ad ‘aprire’ alla necessità di modifiche “tecniche” su alcuni dei punti più controversi, come il tetto massimo della pena o una migliore definizione del reato.

 

Fonte: Dire

(ph: Imagoeconomica)

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