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Cultura

Cultura: ritrovate 24 statue di bronzo nascoste per oltre 2300 anni

"Una scoperta che riscriverà la storia" ha detto l'archeologo direttore dei lavori

9 Novembre 2022

Sono 24 le statue ritrovate a San Casciano dei Bagni, in Toscana. Una scoperta eccezionale durante lo scavo del Bagno Grande, ovvero lo scavo del santuario romano scoperto nel 2021: un tesoro protetto per 2.300 anni dal fango e dall’acqua bollente delle vasche sacre che è riemerso.

L’archeologo Jacopo Tabolli, docente dell’Università per Stranieri di Siena che dirige i lavori dello scavo cominciato nel 2019 ha definito il ritrovamento un “tesoro assolutamente unico”: le statue votive, di piccole dimensioni (le cinque più grandi arrivano al metro di altezza) sono state ritrovate assieme a iscrizioni in etrusco e in latino, oltre a monete e a offerte vegetali. “Realizzate con tutta probabilità da artigiani locali, le 24 statue appena ritrovate”, spiega Tabolli affiancato dal direttore dello scavo Emanuele Mariotti e da Ada Salvi della Soprintendenza di Siena, “si possono datare tra il II secolo avanti Cristo e il I dopo. Il santuario, con le sue piscine ribollenti, le terrazze digradanti, le fontane, gli altari, esisteva almeno dal III secolo a.C. e rimase attivo fino al V d.C., quando in epoca cristiana venne chiuso ma non distrutto, le vasche sigillate con pesanti colonne di pietra, le divinità affidate con rispetto all’acqua. È anche per questo che, rimossa quella copertura, gli archeologi si sono trovati davanti un tesoro ancora intatto, di fatto il più grande deposito di statue dell’Italia antica e comunque l’unico di cui abbiamo la possibilità di ricostruire interamente il contesto” ha dichiarato Tabolli.

Un tesoro protetto  dagli scavi di San Casciano dei Bagni (Siena), un deposito votivo mai visto. Insieme a migliaia di monete ed ex voto 24 statue in bronzo, 5 delle quali alte quasi un metro, perfettamente integre. “Una scoperta che riscriverà la storia” ha detto l’archeologo Jacopo Tabolli, dell’Università di Siena. Per Massimo Osanna, dg musei del Mic è “la scoperta più importante dai Bronzi di Riace”. Il ministro Sangiuliano applaude: “Un ritrovamento eccezionale”.

Uno dei dati più interessanti è la compresenza di oggetti etruschi e oggetti latini. “Anche in epoche storiche in cui fuori infuriano i più tremendi conflitti, all’interno di queste vasche e su questi altari i due mondi, quello etrusco e quello latino, sembrano convivere senza problemi”, spiega Tabolli. “Qui passa il tempo, cambia la lingua, cambiano persino i nomi delle divinità, ma il tipo di culto e l’intervento terapeutico rimangono gli stessi”. Le statue rinvenute a San Casciano dei Bagni sono ex voto che raffigurano le divinità a cui si chiedeva l’intercessione (come Igea e Apollo), ma ci sono anche statue che rappresentano organi o parti del corpo umano per le quali si domandava l’intervento divino. Le iscrizioni riportano invece nomi di famiglie etrusche, ma ci sono anche iscrizioni in latino che parlano delle “aquae calidae”, le acque termali di San Casciano che erano già conosciute all’epoca, e delle quali erano note le proprietà curative. Si tratta di un contesto unico dal momento che, mentre Roma e le città etrusche delle attuali Toscana e Umbria vivevano un’epoca di lotte, in questo luogo vigevano pace e stabilità.

 

 

Fonte: fapagecultura.it

(Ph. imagoeconomica) 

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