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SPECIALE SALUTE WEB FEST

Covid, Vaia: «Dobbiamo riaprire sempre più, vaccinare tutti e presto»

Il direttore sanitario dello Spallanzani: «Con carenza dosi scelte indispensabili, ma ora bisogna accelerare»

10 Maggio 2021

L’Istituto Spallanzani di Roma si è distinto nel corso della pandemia sul fronte dell’innovazione. Con il direttore sanitario del Centro di ricerca capitolino, Francesco Vaia, ne abbiamo parlato nel corso del SALUTE WEB FEST.

 

«D’altronde, ricordiamo che tutto è nato in questo centro – ha sottolineato Vaia – perché abbiamo avuto contezza della presenza del Covid in Italia proprio con la presenza della coppia cinese ricoverata allo Spallanzani. Ricordo che i turisti cinesi sono poi guariti, dopo essere stati ricoverati in terapia intensiva in forma grave e hanno anche donato 40mila dollari per la ricerca in segno di gratitudine allo Spallanzani e alla sanità italiana. E questo ci ha consentito di isolare per primi il virus prima in Italia, e poi in Europa. Da lì abbiamo dato un contributo importante sul fronte della diagnostica, prima naso-faringea e poi molecolare. Oggi stiamo spingendo affinché venga portato avanti tutto quello che serve: anzitutto una grande campagna vaccinale, per la quale siamo hub di riferimento nel Lazio. Nell’attività di testing – ha proseguito il direttore sanitario dello Spallanzani – voglio ricordare il caso di Nerola, a nord di Roma, dove ci sono stati i primi casi eclatanti, un vero e proprio focolaio. Lì abbiamo avviato una campagna di aggressione al virus. Abbiamo effettuato quindi un’indagine diagnostica, e grazie a questa si è potuta liberare l’area dalla zona rossa».

 

Ancora, Vaia ha tenuto a precisare quanto importante sia «il nostro contributo per i voli free Covid, che prevede che nessuno dagli aeroporti di Roma possa imbarcarsi, se non negativo al tampone. Nella mia visione aperturista, tenendo però presente l’importanza della responsabilità individuale da un lato e dall’altra parte la risposta di sistema, una simile campagna di testing dovrebbe essere adottata per tutto. Dobbiamo sempre di più riaprire questa società. Dobbiamo però tenere presente che il virus è qui, quindi dobbiamo stare attenti, ma dobbiamo dare sempre più fiducia ai cittadini».

E sullo studio che l’Istituto capitolino sta conducendo sul vaccino russo Sputnik e la sua capacità di risposta alle varianti, il direttore sanitario dello Spallanzani ha spiegato: «Si tratta di uno studio appunto, che quindi non si sostituisce alle decisioni delle agenzie regolatorie. Procede, sta andando molto bene, avremo qui i colleghi russi a breve. Stiamo procedendo per cercare di concretizzare l’unico obiettivo che deve avere la scienza: perseguire il bene comune. Noi non dobbiamo decidere, dobbiamo studiare. A decidere saranno poi le autorità competenti».

 

Le risposte attualmente a nostra disposizione, ha sottolineato Vaia, contro il virus «sono 3: la nostra forza e coraggio di andare avanti, le armi strategiche, ossia il vaccino e gli anticorpi, e la risposta di sistema». Sul fronte delle cure in alternativa al vaccino, Vaia ha dichiarato: «Stiamo studiando per comprendere se la terapia con anticorpi monoclonali può essere somministrata anche via intramuscolo, e non endovenosa, e questo per una maggiore agevolezza e minore invasività».

 

E sull’immunità di gregge, il direttore sanitario dello Spallanzani: «Dobbiamo raggiungere almeno il 70% della popolazione per parlare di immunità di gregge. Il vaccino è diritto di tutti, e ad oggi abbiamo assistito a inutili scontri sotto questo punto di vista per chi si è vaccinato prima. Ma è un diritto di tutti. Purtroppo, di fronte a una carenza di dosi sono state necessarie delle scelte. Ma anche sul fronte della campagna vaccinale bisogna aprire e vaccinare il più possibile, tutti».

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