Logo Alperia
Focus Veneto

Covid: salgono a 4 i casi di Kraken in Veneto

Alice Fusaro (IZSVe): «XBB.1.5 è una delle varianti che ad oggi sta destando più preoccupazione»

19 Gennaio 2023

Nel corso dell’ultima attività di sorveglianza genetica su Sars-CoV-2 l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (IZSVe) ha registrato la presenza di due sequenze appartenenti al sublineage XBB.1.5, ribattezzato Kraken, una nella provincia di Vicenza e una nella provincia di Verona. Si tratta della terza e quarta identificazione della sottovariante di SarS-Cov-2 in Veneto, dopo quelle rilevate in provincia di Venezia dall’Uosd Genetica e Citogenetica dell’ospedale dell’Angelo di Mestre. Non è noto se i campioni provengano da persone di ritorno dall’estero, né se queste siano residenti nel territorio regionale, riferisce una nota dell’IZSVe.

 

Il risultato è stato ottenuto nell’ambito dell’attività di sorveglianza sulle varianti di Sars-CoV-2, coordinata dall’Istituto superiore di sanità (Iss), sui campioni positivi per Covid-19 notificati in Veneto il 9-10 gennaio 2023.

«XBB.1.5  ̶  commenta Alice Fusaro, biologa del Laboratorio di genomica e trascrittomica virale dell’IZSVe  ̶  è una delle varianti che ad oggi sta destando preoccupazione per la sua capacità di diffondersi, che sembra essere superiore a quella delle altre varianti in circolazione, ma fortunatamente non per la sua aggressività. Non sappiamo se, come negli Stati Uniti, questa variante diventerà dominante in Europa e se potrà avere un impatto nel numero di casi. Tuttavia, allo stato attuale  ̶  precisa  ̶  si ritiene che sia improbabile possa causare seri problemi in un paese come l’Italia, con un’elevata copertura immunitaria data dalla vaccinazione e da precedenti infezioni».

«Per ora la sua frequenza in Europa è ancora bassa, circa del 4% nelle ultime due settimane, e in Italia  ̶  ribadisce  ̶  il numero dei casi riportati è ancora sporadico. Continueremo a monitorare attentamente la diffusione della XBB.1.5 e l’acquisizione di ulteriori mutazioni che potrebbero aumentare la capacità di evasione dalla risposta immunitaria».

 

(ph: Shutterstock)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *