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Scienza e farmaci

Covid: rilevata variante in esemplari cervo

Scienziati hanno anche trovato prove della trasmissione dall'animale all'uomo

17 Novembre 2022

Una variante “altamente divergente” di Sars-CoV-2 è stata identificata in alcuni esemplari di cervo dalla coda bianca e gli scienziati hanno anche trovato prove della trasmissione da cervo a uomo, intercettando un’infezione umana collegata da un punto di vista epidemiologico con il “focolaio” animale. Le scoperte sono di un team di ricercatori canadesi e si sono guadagnate le pagine di Nature Microbiology.

 

Non è la prima volta che il cervo dalla coda bianca finisce sotto i riflettori. Nel 2021 infatti era stata rilevata e documentata la presenza di anticorpi per Sars-CoV-2 in questa specie. Il nuovo lavoro, condotto da ricercatori del National Centre for Foreign Animal Disease della Canadian Food Inspection Agency e di diverse università e istituzioni del Paese, è uno studio osservazionale di sorveglianza condotto in Ontario nei mesi di novembre e dicembre 2021 su circa 300 cervi.

 

Gli scienziati spiegano che «i serbatoi nella fauna selvatica di virus a vasta gamma di ospiti hanno il potenziale per consentire l’evoluzione di varianti che possono emergere e infettare gli esseri umani». In Nord America ci sono evidenze filogenomiche della trasmissione di Sars-CoV-2 dall’uomo al cervo dalla coda bianca (Odocoileus virginianus), ma finora non c’era nessuna prova di trasmissione dal cervo all’uomo. Lo studio ha identificato un lignaggio di Sars-CoV-2 nei cervi (B.1.641), che è uno dei più divergenti finora identificati, con 76 mutazioni (di cui 37 associate a ospiti mammiferi non umani). L’analisi di un set di cinque genomi virali completi e due parziali derivati ​​​​da cervi ha fornito ai ricercatori evidenze dell’evoluzione del virus e della trasmissione nei cervi, e di un’origine condivisa con il virus derivato dal visone.

 

«La nostra analisi  ̶  spiegano gli studiosi  ̶  ha anche rivelato un’infezione umana che ha un plausibile collegamento epidemiologico” con i campioni di cervo dalla coda bianca: è stata raccolta nella stessa regione geografica (Ontario sudoccidentale) durante lo stesso periodo di tempo (autunno 2021). E il caso umano aveva conosciuto uno stretto contatto con i cervi nella settimana prima dell’insorgenza dei sintomi, mentre non aveva avuto contatti noti con persone risultate positive a Sars-CoV-2 prima o dopo il contatto con i cervi. Tra l’altro, quando il caso è stato rilevato, l’Ontario Covid-19 Genomic Network mirava a sequenziare il 100% dei campioni positivi e non sono stati identificati altri campioni di origine umana geneticamente correlati.

«Presi insieme – concludono gli autori dello studio – i nostri risultati forniscono prove dell’evoluzione sostenuta di Sars-CoV-2 nei cervi dalla coda bianca e della trasmissione da cervo a uomo».

 

Fonte: Dire

(ph: Shutterstock)

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