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Scienza e farmaci

Covid, report GIMBE: in calo nuovi casi (-14,4%) e terapie intensive (-8,7%)

In lieve aumento i decessi, stabili i ricoveri

27 Ottobre 2022

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 19-25 ottobre 2022, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (236.023 vs 275.628, pari a -14,4%) e un lieve aumento dei decessi (559 vs 544, pari a +2,8%, di cui 14 riferiti a periodi precedenti. Calano i casi attualmente positivi (499.999 vs 543.207, -43.208, pari a -8%) e le persone in isolamento domiciliare (492.661 vs 535.960, -43.299, pari a -8,1%), mentre sono sostanzialmente stabili i ricoveri con sintomi (7.106 vs 6.993, +113, pari a +1,6%), in lieve calo le terapie intensive (232 vs 254, -22, pari a-8,7%).

«Per la seconda settimana consecutiva  ̶  dichiara il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta  ̶  si registra un calo dei nuovi casi settimanali (-14,4%): da oltre 275mila della scorsa settimana scendono a quota 236mila, con una media mobile a 7 giorni di quasi 34mila casi al giorno».

Ad esclusione della Sicilia (+3,3%), il calo dei nuovi casi riguarda tutte le regioni (dal -3,8% del Lazio al -34,5% della provincia autonoma di Bolzano). In 99 province si registra una diminuzione dei nuovi casi (dal -0,6% di Palermo al -37,2% di Biella), mentre in 8 province si rileva un aumento dei casi: dal +1,2% di Cagliari al +38,7% di Trapani. L’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti in 27 province: Venezia (680), Rovigo (665), Biella (660), Belluno (656), Padova (650), Treviso (630), Vicenza (614), Bolzano (589), Terni (581), Udine (571), Ferrara (552), Como (551), Gorizia (551), Alessandria (550), Torino (547), Perugia (544), Trento (538), Pordenone (537), Sondrio (536), Varese (528), Reggio nell’Emilia (524), Verona (519), Ravenna (515), Verbano-Cusio-Ossola (511), Pavia (508), Trieste (508) e Piacenza (507). Lo scorso 21 ottobre l’European centre for disease prevention and control (ECDC) ha pubblicato un report sulla nuova sub-variante Omicron BQ.1, ribattezzata ‘Cerberus’, segnalando un’aumentata circolazione di questa variante in vari paesi europei (Francia (19%), Belgio (9%), Irlanda (7%), Paesi Bassi (6%) e Italia (5%).

 

Secondo le previsioni del report, BQ1 e il suo sotto-lignaggio BQ1.1 diventeranno la variante dominante tra metà novembre e inizio dicembre 2022, con verosimile aumento dei casi nelle prossime settimane o mesi. Infine, in base agli studi disponibili, BQ.1 ha una rilevante capacità di sfuggire alla risposta immunitaria, indotta sia da vaccinazione che da infezione naturale. Al momento non ci sono evidenze che questa variante sia associata ad una maggiore gravità dell’infezione rispetto ad Omicron BA.4/BA.5.

«L’ECDC  ̶  sottolinea Cartabellotta  ̶  raccomanda a tutti i governi di proseguire con la campagna di vaccinazione primaria e con tutti i richiami previsti, di rafforzare il sequenziamento, in termini di campionamento, frequenza e tempestività e di continuare il monitoraggio di tutti gli indicatori, ovvero contagi, ospedalizzazioni, ricoveri in terapia intensiva e decessi, specialmente negli over 65». Secondo l’ultimo report dell’Istituto superiore di sanità, nel periodo 24 agosto 2021-19 ottobre 2022 in Italia sono state registrate oltre 1,28 milioni di reinfezioni, pari al 6,8% del totale dei casi. La loro incidenza nella settimana 12-19 ottobre è del 15% (42.575 reinfezioni), in calo rispetto alla settimana precedente (16,4%). Si registra una diminuzione del numero dei tamponi totali (-6,3%): da 1.504.956 della settimana 12-18 ottobre a 1.410.261 della settimana 19-25 ottobre. In particolare, i tamponi rapidi sono calati del 7% (-88.351) e quelli molecolari del 2,7% (-6.344). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività si riduce dal 12,3% all’11,1% per i tamponi molecolari e dal 19,4% al 17,6% per gli antigenici rapidi.

 

«Sul fronte degli ospedali  ̶  aggiunge il direttore operativo della Fondazione, Marco Mosti  ̶  tornano a scendere le terapie intensive (-8,7%) dopo tre settimane consecutive di aumento, mentre si stabilizzano i ricoveri in area medica (+1,6%)». In termini assoluti, i posti letto Covid occupati in area critica, dopo aver raggiunto il massimo di 254 il 17 ottobre sono scesi a 232 il 25 ottobre. In area medica, dopo aver raggiunto il minimo di 3.293 il 24 settembre, hanno raggiunto quota 7.106 il 25 ottobre. Al 25 ottobre il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è dell’11,2% in area medica (dal 5,1% del Molise al 35,8% di Umbria e Valle d’Aosta) e del 2,5% in area critica (dallo 0% di Molise e Valle d’Aosta al 5% dell’Abruzzo).

«Tornano a scendere gli ingressi giornalieri in terapia intensiva  ̶  precisa Mosti  ̶  con una media mobile a 7 giorni di 29 ingressi/die rispetto ai 34 della settimana precedente». In ulteriore lieve aumento il numero dei decessi: 559 negli ultimi 7 giorni (di cui 14 riferiti a periodi precedenti), con una media di 80 al giorno rispetto ai 78 della settimana precedente. Nella settimana 19-25 ottobre calano i nuovi vaccinati: 1.411 rispetto ai 1.576 della settimana precedente (-10,5%). Al 26 ottobre (aggiornamento ore 6.27) sono 6,8 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino, di cui 5,97 milioni attualmente vaccinabili, pari al 10,4% della platea (dal 7,9% del Lazio al 13,9% della Valle d’Aosta) e 0,83 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da Covid-19 da meno di 180 giorni, pari all’1,4% della platea (dall’1% della Valle d’Aosta al 2,4% del Friuli Venezia-Giulia).

 

Fonte: Dire

(ph: Imagoeconomica)

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