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Scienza e farmaci

Covid, Pregliasco: «Dati indicano che ci sarà nuova onda»

Il virologo: «Bisogna essere preparati, con influenza non sarà facile distinguere patologie»

15 Novembre 2022

«Le risalite ci sono, le curve ci mostrano che ci sarà un’onda, non un’ondata, e che non sarà pesante. Ma bisogna essere preparati. E con l’influenza stagionale non sarà facile distinguere tra le due patologie». Torna a mettere in guardia sulla doppia insidia che ci riserva l’inverno alle porte il virologo Fabrizio Pregliasco, docente all’Università Statale di Milano e direttore sanitario dell’Irccs Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio del capoluogo lombardo, che in un’intervista a La Stampa esprime preoccupazione per l’attuale gestione di Sars-CoV-2 e i suoi possibili effetti sul successo della campagna di ri-vaccinazione.

 

«Il desiderio di tornare alla vita normale e una certa rilassatezza nella percezione del pericolo epidemico  ̶  spiega  ̶  sono senz’altro due dei fattori che hanno inciso», rallentando la somministrazione della quarta dose. Oltre alla cosiddetta stanchezza vaccinale, per l’esperto «la narrazione dell’epidemia e della sua gestione attuale influisce in maniera significativa sulla percezione del rischio pandemico. Per esempio  ̶  sottolinea  ̶  il recupero del personale medico-sanitario non vaccinato veicola un messaggio di noncuranza. Oltre ad alimentare la facile propaganda no vax, costruita sapientemente anche a livello internazionale per minare la credibilità dei vaccini, e sulla quale sarebbe utile istituire una commissione d’inchiesta».

 

Ma il Governo sta sbagliando? «Sicuramente  ̶  osserva Pregliasco  ̶  i messaggi politici relativi alle misure anti-Covid erano attesi da molte persone perché sono stati oggetto di campagna elettorale da parte di almeno due dei partiti che oggi sono al governo. Certo, l’obbligatorietà del vaccino è una scelta politica e ciascun Governo stabilisce la propria linea, ma nella fase acuta dell’epidemia era indispensabile come strumento contenitivo dall’efficacia oggettiva, per una più rapida ripresa. Oggi viviamo una situazione relativamente positiva, di stabilità, con qualche lieve oscillazione: l’Rt è inferiore a 1 e l’ospedalizzazione è sotto controllo. In ogni caso, il ministro Schillaci l’ha già detto: occorre una comunicazione istituzionale importante e persuasiva sulla campagna vaccinale. La normalità che rincorriamo dipenderà soprattutto da quanto i fragili e i soggetti a rischio saranno protetti con il vaccino».

 

E sul cambio di periodicità del bollettino Covid, Pregliasco dichiara: «A dire la verità  ̶  ribadisce il virologo  ̶  non è la frequenza della diffusione a incidere, quanto l’enfasi che si utilizza nel comunicare quei dati. Sono numeri e restano disponibili su Internet, per chi li cerca. Non credo che quello faccia la differenza».

Tornando al vaccino, «al pari del farmaco antinfluenzale, credo sia importante che il vaccino contro il Covid, per le categorie a rischio per patologia e per età, entri a far parte del calendario vaccinale annuale  ̶  ribadisce Pregliasco  ̶ . Non possiamo andare avanti con una campagna emergenziale periodica e disomogenea, sia a livello di costi che di gestione. Quanto alle categorie non a rischio, sulla base dei dati il vaccino è risultato utile anche per far durare meno la malattia in caso di contagio, oltre che per ridurre il rischio di trasmissione della malattia ai familiari fragili. Quindi è uno strumento di protezione sia sociale sia personale».

 

Fonte: Adnkronos Salute

(ph: Imagoeconomica)

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