Scienza e farmaci

Covid: ora il nuovo nemico è la variante Epsylon

Ma per ora solo due i casi in Italia, già isolati

19 Luglio 2021

Il virologo Paolo Fazii, primario della Uoc di Virologia e Microbiologia della Asl di Pescara e responsabile del Laboratorio analisi dell’ospedale, mette in guardia dalla variante Epsylon, che arriva dal terzo mondo e che «ha già dimostrato di riuscire a superare le barriere delle difese immunitarie, per cui possono ammalarsi anche coloro che già hanno contratto una prima volta il virus da Covid-19 e sono guariti, così come i vaccinati», ha detto in audizione in commissione Ambiente del Comune di Pescara.

 

Sebbene in Italia la variante Epsylon sia pressocché assente, solo due i casi e già isolati, l’allerta c’è, fa quindi sapere il Presidente della Commissione Ambiente, Ivo Petrelli, commentando le parole di Fazii. Ad oggi sono 40 i casi segnalati in Danimarca, 10 in Gran Bretagna e Francia cui si aggiungono i due italiani. La Delta, ovvero la variante indiana, è quella che al momento corre di più anche in Abruzzo. Una diffusione che, secondo Fazii potrebbe raggiungere il 90% entro fine agosto, andando a soppiantare la variante inglese.

«ll dottor Fazii ha ufficializzato che ci sono dei soggetti contagiati di rientro da Malta, Grecia e Gran Bretagna, attualmente è in corso la tipizzazione dei positivi e una bella fetta dei contagiati è affetta dalla variante Delta ed è un fenomeno considerato naturale e previsto, in questa fase è infatti vero che il sistema immunitario riesce a bloccare l’infezione alle prime vie aeree, ma è anche vero che la maggior parte dei soggetti infetti è asintomatico e quindi il virus circola impunemente – prosegue Petrelli  ̶ . In questa fase è dunque strategico essere tempestivi nei confronti di chi rientra dalle vacanze all’estero, condurre un’accurata indagine epidemiologica, rintracciare subito tutti i contatti del soggetto risultato positivo e attivare la quarantena».

 

Andare avanti con gli screening di massa sembra dunque una buona strada, sebbene, «bisogna fare i conti con le risorse umane a disposizione, perché ci sono sanitari che devono necessariamente godere di un periodo di ferie dopo un anno e mezzo di lavoro no-stop nella fase calda dell’emergenza, per non correre il rischio di arrivare a dicembre senza personale e di fatto oggi non sappiamo cosa potrà accadere con il ritorno dell’inverno», dice ancora Petrelli che, sulle vacanze all’estero di tanti giovani aggiunge: «sarebbe stato più opportuno da parte dei genitori indurre i propri ragazzi a fare, per quest’anno, le vacanze in Italia piuttosto che scegliere Malta o la Grecia come tappe, l’attuale situazione era dunque quasi prevedibile». Sul fronte approvvigionamento da Fazii, conclude il presidente della Commissione Ambiente, sono arrivate rassicurazioni: le dosi ci sono.

 

Fonte: Dire

(ph: Shutterstock)

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