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Focus Veneto

Covid in Veneto. Zaia sul DPCM: «Il giallo dura poco, dobbiamo stare attenti»

Il Presidente della Regione Veneto: «La comunità deve fare il suo per difendere questo risultato»

5 Novembre 2020

Il Presidente della Regione Luca Zaia dall’Unità di Crisi della Protezione civile di Marghera: «Non sono ore semplici per chi lavora nella sanità, stamattina abbiamo avuto la prima riunione con il board. Il virus c’è e la situazione è allarmante. Potremmo avere, secondo i dati elaborati, il picco a metà novembre. Oggi abbiamo un migliaio di terapie intensive allestite. Alcuni Covid hospital stanno sospendendo del tutto le altre attività. Dobbiamo far presente anche che abbiamo poco personale. Siamo in area gialla, che non è verde. Ma il giallo dura poco, poi c’è arancione e poi rosso. Se agli ospedali ci pensiamo, la comunità deve fare il suo per difendere questo giallo. I cittadini devono usare la mascherina, mantenere il distanziamento, evitare assolutamente gli assembramenti, se non si ha davanti un convivente, per quanto uno possa essere parente, bisogna indossare la mascherina. Bisogna evitare gli spostamenti e le occasioni di contagio. Perché, anche se stiamo sul giallo, il virus c’è e siamo in crisi ospedaliera. Ci vuole lavoro di squadra. Se il Veneto passa in area arancione, oltre al collasso del sistema sanitario, subiremo anche un crollo del Pil».

 

Zaia aggiunge: «Mi rivolgo particolarmente ai giovani. Se tutti indossiamo la mascherina evitiamo restrizioni. Quando ormai vediamo qualcuno senza mascherina o con mascherina indossata male, il problema che dobbiamo porci è: “lui ci porta in area rossa”. Se si avvertono sintomi, rivolgersi ai medici di base, non andare al Pronto Soccorso».

 

In riferimento alla convocazione dei medici veterinari per effettuare i tamponi, Zaia dichiara: «Noi l’incontro lo facciamo, apriamo il tavolo, coinvolgendo anche farmacisti e odontoiatri. Riferendomi a coloro che tra i veterinari si sono indignati per la proposta, affermando che non possono mettere mano sugli umani, rispondo che stiamo cercando di risolvere un problema sanitario. Potrà non andare a buon fine questo accordo, ma devo provarci. È un obbligo nei confronti della popolazione. Siamo in emergenza, quindi ci vogliono soluzioni emergenziali».

 

L’assessore Gianpaolo Bottacin in riferimento all’algoritmo dei contagi: «Il rapporto tra la prima e la seconda ondata ci rivela che ad oggi la curva dei ricoverati in area non critica è più elevata rispetto all’area critica, differentemente alla prima ondata».

 

L’assessore alla Sanità Lanzarin: «In merito al piano di attivazione degli ospedali Covid, abbiamo attivato gli 11 ospedali progressivamente. Abbiamo attivato con urgenza Villafranca, poi gli altri sono partiti tutti, a seguito di una lettera formalizzata lunedì. Con l’attivazione degli 11 Covid hospital si prevedono delle riduzioni modulari di tutte le attività. È però previsto di mantenere, ove possibile, i punti nascita, le attività di dialisi, quelle oncologiche e psichiatriche. Siamo nella fascia gialla anche per quanto riguarda il nostro Piano regionale di Sanità Pubblica. Siamo a 170 nelle terapie intensive, il nostro Piano prevede il passaggio di fascia oltre i 250. Siamo pronti a rispondere in maniera graduale a tutto».

 

In merito alle case di riposo, l’assessore Lanzarin dichiara: «Ci sono focolai in crescita e persiste il problema del personale che manca e che si è anche infettato. Abbiamo sottoposto il problema della carenza di personale al Ministero, e siamo in attesa di riscontro».

 

I dati del contagio in Veneto:

Positivi oggi: + 3.264

Isolamento: 17.622

Ricoverati: 1.274 (+81)

Terapie: 170 (+15)

Morti totale:  2.516 (nelle ultime 24 ore)

Dimessi totali dal 21 febbraio: 4.982 (+52)

 

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