Focus Veneto

Covid, il Veneto è la regione che ha depositato più sequenze: 1.182 in totale

Consegnate 30.530 dosi Pfizer e Moderna per vaccini eterologi

16 Giugno 2021

Il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia dall’Unità di Crisi della Protezione Civile di Marghera: «Ricordo che in Veneto abbiamo allestito 60 centri vaccinali, con 1.600 persone tra sanitari, volontari e tutti coloro che lavorano per darci una mano, e che ringrazio. Nelle ultime 24 ore sono state somministrate 47.269 vaccinazioni. Stamattina in magazzino avevamo 223mila dosi di vaccino. Abbiamo ricevuto oggi 238.680 dosi di Pfizer e 11.650 di Johnson&Johnson. AstraZeneca arriverà domani e ne sono previste 42.600; il 21 giugno arriverà Moderna».

 

L’assessore alla Sanità regionale Manuela Lanzarin ha poi annunciato che «ieri sono arrivate 20mila dosi Moderna e 10.530 Pfizer in più e destinate alla vaccinazione eterologa, quindi riservate al richiamo per gli under 60 che hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca».

 

Di seguito la copertura vaccinale raggiunta in Veneto, tra vaccinati e prenotati, fascia per fascia:

over 80: 99,1%

over 70: 88,5%

over 60: 81,9%

over 50: 71,6%

over 40: 59,6%

over 30: 44,6%

over 20: 48,4%

 

«Gli slot sono aperti per tutte le categorie e ricordo a tutti, che la vaccinazione è volontaria. Ad agosto faremo il giro del palo sulla vaccinazione».

 

A seguire l’intervento della dott.ssa Antonia Ricci, dg Istituto Zooprofilattico delle Venezie, che ha realizzato un focus sul processo di sequenziamento eseguito dall’Istituto che dirige: «Ero qui un anno fa a parlare di varianti e di sequenziamento. E questo proprio perché era importante far capire quanto fosse rilevante il sequenziamento delle varianti, e anche e soprattutto una volta che sono stati messi in circolazione i vaccini. Il fatto che in questo momento emergano tante varianti, e quelle preoccupanti sono quelle che agiscono sulla proteina Spike, è prevedibile. Non c’è nulla di allarmante, ma è importante sequenziare, tracciare il virus e fare tamponi. In questo momento non c’è preoccupazione in tal senso. Anche la variante delta in questo momento viene tenuta sotto controllo dai vaccini, in particolare per la malattia e le forme gravi della malattia. E questa è una notizia fantastica. Una caratteristica della variante Delta, che è una delle due indiane, e che ha avuto una crescita davvero esponenziale e questo perché, come l’Alfa, è caratterizzata da una maggiore contagiosità. E’ preoccupante la situazione inglese dal punto di vista dei contagi, ma comunque non è allarmante dal punto di vista dei malati e malati gravi soprattutto. Sono quadri quindi molto diversi da quelli che abbiamo visto in passato. Il fatto che la variante indiana sia arrivata in Italia in concomitanza con la bella stagione ha fatto sì che questa non si sia sviluppata da noi come in Inghilterra; altro elemento fondamentale è la campagna vaccinale, e soprattutto i cicli completi già effettuati. Questo perché la scelta dell’Inghilterra di vaccinare la popolazione con una dose ha fatto sì che la variante indiana si diffondesse più rapidamente, perché purtroppo una sole dose copre meno rispetto a due».

 

Il Veneto è la prima regione d’Italia per deposito di sequenziamenti del virus. «Ne abbiamo depositate 1.182 nel database nazionale – ha dichiarato la dott.ssa Ricci -. Siamo la regione che ha depositato più sequenze. Abbiamo come Istituto Zooprofilattico delle Venezie isolato anche tutte e 4 le variants of councern, ossia le preoccupanti, e quasi sempre siamo stati i primi a sequenziarli. Abbiamo caratterizzato anche delle altre varianti, che non sono preoccupanti, ma di interesse: la C36 (egiziana) e la B.1.620, che deriva dal Camerun. Ad oggi è prevalente la variante inglese sul nostro territorio, ma abbiamo isolato anche 50 casi di variante indiana. Ad oggi è difficile dire, sulla base delle previsioni, se l’indiana può diventare prevalente».

 

A seguire l’intervento dell’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin sulla ripresa delle attività sospese: «Passata ieri in giunta una delibera sul recupero delle prestazioni sanitarie sospese e riguardanti le attività specialistiche non urgenti e l’attività di ricoveri programmati ma non urgenti. Le Ulss hanno tempo sino al 30 giugno per fare un piano e definire modalità attraverso le quali potranno recuperare, entro fine anno, le prestazioni. Le modalità indicate sono 3: acquisto di prestazioni dal comparto e dal personale aggiuntive, assunzioni a tempo determinato, l’acquisto di prestazioni da privato accreditato. Sarà previsto poterle recuperare anche nei week-end. La sommatoria delle prestazioni sospese ne indica 289mila per la specialistica ambulatoriale, mentre per lo screening, che però non è mai stato sospeso, 198mila non erogate. In molti casi – ha sottolineato Lanzarin -, sul fronte dello screening, le prestazioni non sono state erogate per timore del cittadino che non si è recato alla chiamata».

 

I dati aggiornati del contagio in Veneto:

Totale positivi dal 21 febbraio 2020: 424.792

Positivi ad oggi: 5.609 (+ 84 nelle ultime 24h)

Ricoverati totali: 372

Ricoverati in area non critica: 326 (-42)

Terapie intensive: 46 (-3)

Totale dimessi: 22.056

Totale morti: 11.601

 

 

 

Nico Parente

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