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LA NOSTRA INTERVISTA

Covid, fase 1. Cattelan: “Ecco come ci eravamo mossi”

Reportage de LE IENE nel cuore delle cure Covid a Padova. Le due fasi pandemiche a confronto

28 Ottobre 2020

Un interessante servizio de Le Iene, andato in onda il 27 ottobre 2020, ha consentito agli italiani di varcare la soglia del reparto Malattie Infettive e Tropicali dell’Azienda Ospedaliera di Padova, diretto dalla dott.ssa Anna Maria Cattelan.

 

Qui, in una delle più grandi Aziende ospedaliere d’Italia, la lotta al Covid avviene, come anche da titolo del servizio televisivo che riproponiamo, in prima linea.

La paura è tanta da parte del personale medico e paramedico e gli echi della prima ondata si fanno sentire.

 

Clicca sull’immagine per visualizzare il servizio realizzato da Le Iene:

 

 

Ma se questa seconda fase sembra preoccupare la Direttrice dell’Area Malattie Infettive e Tropicali dott.ssa Cattelan, abbiamo rivolto alla stessa alcune domande relative a quanto accaduto durante la prima devastante ondata, nella primavera scorsa.

 

Dott.ssa Cattelan, come descriverebbe oggi l’impatto della prima ondata Covid-19?

Il Covid 19 è stata un’emergenza sanitaria che ci ha colti impreparati, ma nel giro di pochissime ore abbiamo riorganizzato tutta la nostra attività presso l’Azienda ospedaliera di Padova. Mi ricordo ancora quando il 21 febbraio abbiamo avuto il primo trasferimento dall’ospedale di Schiavonia a Padova, che è stato poi confermato trattarsi di infezione da Sars-CoV-2. In quel momento abbiamo dovuto modificare tutta la nostra organizzazione interna. La Regione ha prontamente quindi indetto una riunione con l’unità di crisi, è stata poi creata una task-force, un comitato tecnico scientifico regionale e subito anche l’Azienda Ospedaliera di Padova ha indetto una riunione dell’unità di crisi durante la quale con i colleghi del Pronto Soccorso, della Microbiologia, del Risk management e ovviamente la direzione sanitaria abbiamo pensato di creare dei percorsi dedicati per i casi di pazienti Covid.

 

Che piano di intervento avete quindi attuato?

Nel giro di poche ore abbiamo dimesso e trasferito i pazienti ricoverati negli altri reparti della nostra divisione, abbiamo creato un reparto esclusivamente dedicato al Covid e un altro per i casi di sospetta infezione. Si trattava di percorsi separati e attivi 24h.

 

In cosa, come Azienda, vi siete distinti particolarmente?

Per noi un fiore all’occhiello è certamente il risultato ottenuto nel corso delle prime 8 settimane della pandemia: attraverso un importante lavoro svolto sugli operatori sanitari infatti riguardo l’importanza e il giusto utilizzo di tutti i dispositivi di protezione individuale e le misure anticontagio siamo riusciti a non aver nessun operatore contagiato. E questa è stata una grande vittoria se consideriamo che gli operatori sanitari in questa pandemia sono stati quelli maggiormente colpiti. Questo è stato un dato molto forte, sul quale abbiamo lavorato molto tanto che a maggio solo l’1,8 % di tutti gli operatori sanitari della nostra Azienda aveva contratto il Covid.

 

Cosa ha insegnato l’esperienza Covid-19?

Abbiamo imparato a organizzarci in breve tempo, a prevedere percorsi specifici. Attualmente la situazione è sotto controllo, anche se comunque riserviamo sempre attenzione ai pazienti Covid. Abbiamo previsto dei posti letto liberabili in caso di necessità o se dovessimo ritornare a una situazione d’emergenza, così da poter dare tutto il nostro contributo al Covid. Per cui abbiamo 2 canali di lavoro: i nostri pazienti cronici con altre patologie quali infezioni batteriche, HIV, tubercolosi, etc. e poi l’area Covid, che è sempre stata mantenuta separata e dedicata.

 

Nico Parente

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