Focus Veneto

Covid, Coldiretti: «Ispra scagiona 7mila allevamenti veneti su emissioni gas serra»

Con fabbriche chiuse e traffico fermo crollo del 9,8%

25 Febbraio 2021

L’Ispra scagionando gli allevamenti italiani dalla responsabilità dell’inquinamento solleva anche oltre 7mila aziende zootecniche venete che hanno continuato ad operare sul territorio nonostante l’emergenza sanitaria. «Il crollo delle emissioni dei gas serra nel 2020 conferma che i veri responsabili vanno individuati altrove – commenta Daniele Salvagno presidente di Coldiretti Veneto – e sono proprio le attività industriali e il traffico, bloccati dalle misure restrittive legate al Covid, mentre gli allevamenti hanno continuato a lavorare a pieno regime».

 

«I dati dell’Istituto superiore per l’ambiente rispetto al 2019 – precisa Salvagno – evidenziano la consistente riduzione del 9,8% delle emissioni di gas serra a livello nazionale proprio nell’anno della pandemia che ha fatto chiudere le fabbriche e azzerato la mobilità. Un comparto, quello zootecnico, che alimenta economie circolari – continua Salvagno – con la produzione di letame e liquami indispensabili per fertilizzare i terreni, ma anche la produzione di energie rinnovabili come il biogas. Il Veneto, regione con una spiccata vocazione, eccelle nei numeri di capi, nella qualità lattiero casearia blasonata e nei marchi della carne. Negli anni è maturata la consapevolezza ambientale vista la diffusione di biodigestori, gli standard del benessere animale sono rispettati regolamento quanto la riconversione al sistema biologico. Un grande lavoro di recupero delle razze va riconosciuto agli imprenditori agricoli che hanno saputo custodire specie in via d’estinzione ritrovando l’habitat ideale per continuare a tutelare la presenza di ovini, bovini, equini dalla forte identità genealogica. Un patrimonio di migliaia di animali che danno latte e carne che per sicurezza alimentare non hanno eguali al mondo. Una realtà consolidata grazie ad iniziative di valorizzazione messe in campo dagli allevatori, con l’adozione di forme di nutrizione controllata, disciplinari restrittivi, rintracciabilità elettronica e la vendita diretta attraverso gli spacci aziendali e i mercati di Campagna Amica. Scegliere il Made in Italy – ricorda Salvagno – significa sostenere un sistema fatto di animali, prati, foraggi e soprattutto persona impegnate a combattere lo spopolamento e il degrado ambientale conservando il paesaggio e le tradizioni per intere generazioni».

 

«Solo il 7% delle emissioni di gas serra in Italia – sottolinea la Coldiretti – arrivano dall’agricoltura sulla base dei dati Ispra dai quali si evidenzia che industria con il 44,7% e i trasporti con il 24,5% sono di gran lunga i maggiori responsabili. L’agricoltura italiana è peraltro la più green d’Europa  – evidenzia la Coldiretti – grazie al record europeo di 312 specialità Dop/Igp/Stg riconosciute a livello comunitario, 526 vini Doc/Docg e Igt, la leadership Ue con 79mila operatori del biologico, il maggior numero di giovani agricoltori under 35 (oltre 55mila), 40mila aziende agricole impegnare nel custodire semi o piante a rischio di estinzione e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il maggior numero di prodotti agroalimentari in regola per residui chimici irregolare».

 

«Ma l’Italia ha anche conquistato in pochi anni il primato mondiale nei mercati contadini davanti agli Usa e Francia con la più vasta rete di vendita diretta degli agricoltori organizzata con propria insegna del mondo grazie alla Fondazione Campagna Amica alla quale fanno riferimento oltre 8mila agricoltori impegnati nel valorizzare il legame con il territorio e la straordinaria biodiversità del territorio nazionale dove – spiega la Coldiretti – ci sono 504 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi e 533 varietà di olive contro le 70 spagnole. L’Italia – conclude la Coldiretti – è anche il quarto produttore mondiale di biogas con oltre duemila impianti di cui ben il 77% con residui di origine agricola, per un totale di oltre 1.440MW elettrici installati».

 

(ph: Shutterstock)

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