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Dal mondo

Covid, Cerberus segnalata in 65 paesi

Salgono a 400 le sottovarianti di Omicron

27 Ottobre 2022

In un mondo dominato da Omicron, continuano a ridefinirsi le “relazioni di famiglia” fra le varie sottovarianti di questo ceppo di Sars-CoV-2. Cresce il peso di BQ.1, il sottolignaggio sotto i riflettori in Europa perché dato come dominante tra metà novembre e inizio dicembre: al 25 ottobre il ramo al quale appartiene BQ.1.1, battezzata Cerberus sui social (quindi BQ.1 e i suoi discendenti), è stato segnalato in 65 Paesi del pianeta (8.077 sequenze). L’altra sottovariante su cui è stato acceso un faro dall’Organizzazione mondiale della sanità – XBB e XBB.1 – è stata segnalata da 35 Paesi (1.453 sequenze).

 

E Omicron diventa sempre più ramificata, perché – analizza l’OMS nel suo aggiornamento settimanale su Covid – Sars-CoV-2 continua a mutare, «la diversificazione genetica continua e ha dato origine a 390 lignaggi discendenti, così come a 48 identificati come ricombinanti». Quindi i “figli” di Omicron sono aumentati ancora nel giro di poche settimane, e salgono a quota 400.

 

BQ.1 è una sottovariante di BA.5 con mutazioni aggiuntive sulla proteina Spike, e la discendente Cerberus (BQ.1.1) ne ha addirittura un’altra in più. Durante la settimana epidemiologica 40 (dal 3 al 9 ottobre), dalla tabella che riporta le quote globali e la prevalenza delle sottovarianti Omicron emerge che BQ.1 e discendenti pesavano già per il 6%.

 

È questa la più attiva e osservata delle sottovarianti di Omicron 5, i cui lignaggi discendenti rimangono predominanti con una prevalenza del 77,1% nella settimana considerata, seguita dai discendenti di Omicron BA.4 con una prevalenza del 5,4%. I sottolignaggi di BA.2 sono aumentati in prevalenza, rappresentando il 4,3% delle sequenze nello stesso periodo di rendicontazione. Invece la prevalenza delle figlie di Omicron 1 è sotto l’1%, mentre non sono state riportate sottosequenze di Omicron BA.3 a livello globale nelle ultime 8 settimane.

 

La direzione che ha preso l’evoluzione di Sars-CoV-2, osservano gli esperti che parlano di «evoluzione convergente», mostra «il potenziale di adattamento del virus in corso per evolversi ulteriormente».

 

Fonte: Adnkronos Salute

(ph: Shutterstock)

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