La rete italiana sentinella delle nuove varianti di Coronavirus «è stata organizzata, è pronta e ha una potenzialità enorme», ma di fatto si ritrova “al palo” per la crisi di Governo che ha bloccato l’ultimo passaggio necessario a farla partire: “Una semplice firma”, che con la fine del Conte bis ancora è mancata. Arnaldo Caruso, Presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv) che ha patrocinato la nascita del Consorzio italiano per la genotipizzazione e fenotipizzazione di Sars-CoV-2 e per il monitoraggio della risposta immunitaria alla vaccinazione anti-Covid, descrive, in un’intervista all’Adnkronos Salute il “limbo” in cui è scivolata la sua creatura. E lancia un appello al nuovo governo Draghi: «La politica colga l’importanza di mettere l’Italia al passo con altri Paesi».
La creazione del network era stata annunciata a fine gennaio. «Era tutto stato formalizzato con il Viceministro alla Salute Sileri che aveva preso impegni forti e importanti per la costituzione del Consorzio e il suo finanziamento», ricorda Caruso, ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica all’Università degli Studi di Brescia, direttore del Laboratorio di microbiologia dell’Asst Spedali Civili. Erano presenti all’incontro di lancio del Consorzio anche il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro, il direttore generale Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza, e Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa. «Tutti ci siamo detti concordi: il Consorzio si fa, è già pronto. A questo punto c’era da mettere una firma, ma quando un Governo cade vengono garantite solo le procedure di normale amministrazione – sottolinea il numero uno dei virologi italiani – e questa non lo era».
«Intanto tutta la progettualità del Consorzio è stata messa a punto e i gruppi di lavoro sono stati individuati, – spiega Caruso –. C’è una potenzialità enorme, basta soltanto una firma e l’attività parte», ribadisce. «Noi tutti speriamo che questa firma arrivi al più presto, dipende dai tempi della politica che ci auguriamo siano rapidissimi soprattutto in questo momento. È una priorità – assicura il virologo – per porre l’Italia nelle condizioni tali da mettere in campo le stesse risorse che altri Paesi, come per esempio l’Inghilterra, stanno già mettendo in campo da tempo».
Caruso insiste sul ruolo del Consorzio tricolore come strumento chiave nella lotta alle nuove varianti di Sars-CoV-2. «Genotipizzare il virus, vedere le varianti, ha un senso – chiarisce –. Ma ha un senso ancora più grande valutare queste varianti per il reale problema che possono causare in termini di resistenza ai vaccini, o di maggiore infettività e aggressività. Tutto questo lo si fa isolando i virus e studiandoli, quindi il Consorzio deve attuare sia una sorveglianza sui genotipi virali – conclude lo specialista – sia capire il significato delle nuove varianti in modo da non suscitare un allarme ingiustificato o, all’opposto, sottovalutare fenomeni che invece devono preoccupare».
Fonte: Adnkronos Salute
(ph: Imagoeconomica)




