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LA NOSTRA INTERVISTA

Covid-19, cosa ha funzionato e cosa no nel SSN secondo Mennini

Per il docente di Economia Sanitaria «il Covid è un input importante per una rinascita del nostro SSN»

9 Ottobre 2020

L’emergenza Covid-19 ha fatto emergere gli aspetti positivi del Sistema Sanitario Nazionale, ma si è anche rivelata un input per analizzare quanto sinora ha funzionato poco e che certamente può essere migliorato grazie anche all’intervento preventivo e tempestivo del Ministero della Salute. Ne abbiamo parlato, in occasione di un incontro organizzato da Motore Sanità, con il Prof. Francesco Saverio Mennini, docente di Economia Politica ed Economia Sanitaria presso la Facoltà di Economia dell’Università di Tor Vergata (Roma).

 

Professore Mennini, quanto il Covid-19 ad oggi può essere considerato un input per un miglioramento del nostro SSN?

L’emergenza Covid in Italia, come nella maggior parte dei Paesi, ha rappresentato un problema fondamentale sia dal punto di vista della salute dei cittadini che da quello dei modelli organizzativi gestionali. Dal punto di vista economico ha rappresentato uno spartiacque fondamentale: ha fatto emergere quanto di positivo presente nel nostro sistema sanitario, ma anche quello che sino ad oggi ha funzionato poco.

 

Cosa ha funzionato?

Certamente è emerso che ha funzionato molto bene tutto il sistema assistenziale inteso come tutte le persone che lavorano nel SSN, però le lacune dal punto di vista organizzativo gestionale sono emerse.

 

Può darci qualche esempio in merito a quest’ultime?

Si è puntato molto nella quasi totalità delle regioni sul concetto dell’ospedalizzazione, ad esempio, dimenticandosi dell’assistenza territoriale e medicinale. E questo nell’emergenza è emerso in maniera particolare. L’altro problema che è emerso è quello del finanziamento. Ma bisogna anche dare atto che il Ministero della Salute già a fine 2019 aveva stanziato dei fondi, poi rivelatisi non sufficienti, ma certamente per questo il Ministero merita un plauso.

 

Quello relativo allo scarso finanziamento del SSN non è però un problema legato esclusivamente all’emergenza, conferma?

Il sistema negli ultimi 15-20 è stato sempre sottofinanziato, non rispondendo ai fabbisogni reali della popolazione. Non si è investito sul domiciliare e sulla territoriale, non si è investito sulla tecnologia. È vero che siamo un Paese in cui i farmaci innovativi arrivano a tutti i pazienti, ma bisogna vedere se e quando arrivano a chi ne ha bisogno e a quali condizioni. Tutti elementi che determinano un ritardo.

 

Ma possiamo circoscrivere quindi il problema ai soli farmaci?

Accanto ai farmaci ci sono i nuovi dispositivi medici, i macchinari, che magari arrivano in ritardo a chi li acquista. Non c’è un ricambio delle tecnologie e la carenza dei finanziamenti rallenta l’accesso dei pazienti alle tecnologie innovative. Poi c’è l’accesso legato alla prevenzione, alle vaccinazioni, ma lì non è certamente colpa del SSN che è organizzato molto bene, ma bisogna dare atto che la popolazione spesso è vittima della mistificazione, delle campagne contro la vaccinazione, etc… Questi sono gli aspetti negativi emersi dall’emergenza Covid, ma secondo me siamo ancora in tempo per porre rimedio a queste mancanze che hanno caratterizzato il nostro SSN.

 

In che modo si potrebbe porre rimedio?

Anzitutto c’è la possibilità di accedere a fondi straordinari a livello europeo al fine di finanziare interventi sanitari sia in termini di costi diretti che indiretti. Mi riferisco al MES, che io definirei fondo straordinario per la sanità, e che quindi non ha nulla a che fare con il MES. Parliamo quindi di una manovra che libererebbe 36-37 miliardi di risorse che sarebbero fondamentali per intervenire sulla parte diretta di assistenza sanitaria.

 

Quali vantaggi potremmo trarne?

Sicuramente queste risorse potrebbero aiutare il sistema di Welfare nel suo insieme a risolvere la problematica. Credo quindi che l’emergenza Covid debba essere intesa come un’opportunità importante per il nostro Sistema Sanitario e quindi il nostro sistema di Welfare nel complesso. Perché la sanità non va vista solo come SSN, ma anche come sistema di Welfare, perché un paziente che sta male si riflette anche a livello lavorativo ed economico, aumenta il livello di disabilità facendo ricorso alle spese di INPS o INAIL e questo grava sulla spesa pubblica e non migliora lo stato del paziente.

 

Possiamo quindi affermare che il Covid ha dato un importante, seppur nel complesso drammatico, input?

Sì, si è trattato di un input importante per una rinascita del nostro SSN. Abbiamo infatti tutte le opportunità per tornare ad essere un Sistema che garantisce le migliori cure ai cittadini e caratterizzato dalle sue eccellenze. Si tratta ad oggi di un Sistema Sanitario che purtroppo presenta limiti importanti, ma che possono essere rivisti.

(ph: Imagoeconomica)

Nico Parente

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