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Economia e lavoro

Covid-19, chiusura anticipata ristoranti. Filiera Italia: «Scelta ingiustificata»

A preoccupare sono le ripercussioni economiche e occupazionali su tutta la filiera agroalimentare

5 Ottobre 2020

Il prossimo Dpcm, previsto per il 7 ottobre, potrebbe riportare la decisione di far chiudere anticipatamente, tra le 22.00 e le 23.00, i ristoranti.

 

«Scelta del tutto ingiustificata  ̶  afferma Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia  ̶ . Ancora di più se consideriamo che oggi esistono norme estremamente rigide sul distanziamento, la sanificazione e le regole da seguire all’interno dei locali».

 

«Mandare anticipatamente in strada  ̶  proseguono da Filiera Italia  ̶  chi sceglie di gustare le eccellenze italiane nel rispetto della massima sicurezza appare privo di senso». Secondo la fondazione che raccoglie il meglio del Made in Italy agroalimentare, sarebbe, infatti, molto più efficace far rispettare rigidamente le regole anti-assembramento all’esterno piuttosto che insistere sulla chiusura anticipata dei ristoranti.

 

Considerando che il 50% circa dei ristoranti italiani oggi, o non ha riaperto, o ha un livello di fatturato inadeguato a mantenere l’attività «una decisione del genere  ̶  conclude Scordamaglia  ̶  non farebbe altro che far precipitare ancora di più questa crisi». Il rischio è un danno diretto sugli oltre 2 milioni di occupati della ristorazione e indiretto sull’intera filiera agroalimentare italiana che durante il precedente lockdown con il blocco del canale della ristorazione ha già perso 34 milioni di euro con un crollo verticale anche del 40% su filiere d’eccellenza come il vino, i formaggi e i salumi di qualità.

Fonte: Adnkronos

(ph: Shutterstock)

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