Focus Veneto

Coronavirus, Zaia: «Se EMA limita AstraZeneca rischiamo di fare solo richiami»

Il Presidente della Regione Veneto: «Dati da zona gialla, ma decreto non la prevede sino al 30»

7 Aprile 2021

Il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia dall’Unità di Crisi della Protezione Civile di Marghera: «L’infezione c’è e lo vediamo dalle terapie intensive e dal numero dei ricoverati. Abbiamo pressione ospedaliera su Padova, Verona e Treviso. Nonostante la pressione ospedaliera, il nostro Rt ad oggi è pari a 0,96. Abbiamo quindi dati da zona gialla in questo momento, ma ufficialmente non lo siamo in quanto il decreto prevede che l’Italia sia arancione e rossa sino al 30 aprile. Dobbiamo arrivare al giro di boa e andare verso la discesa, ma il mese di aprile lo facciamo un po’ tutto in trincea».

 

Zaia ha poi fatto riferimento alla lunga riunione tenuta in mattinata con i dg delle Ulss del Veneto: «Il tema principale rimane quello legato ad AstraZeneca e alla decisione di EMA. Non sono fiducioso in merito. Avremo 3 problemi qualora EMA stabilisse dei limiti o addirittura optasse per una sospensione: il primo di reputation del vaccino stesso e mi metto nei panni del cittadino che ha ricevuto la prima dose; il target, perché una larga fetta della popolazione, ossia quella degli under 65, dovrà quindi vaccinarsi solo con Pfizer e Moderna e a quel punto avremmo davvero pochi vaccini a disposizione; ultimo problema è quello dei richiami. Se accade questo, a parità di forniture, faremo solo richiami. Il J&J sembra libero, ma per aprile si parla davvero di poche dosi. Siamo preoccupati».

 

E sulla riapertura di oggi delle scuole il governatore del Veneto dichiara: «Sembra essere andato tutto bene, pare addirittura che su qualche linea si sia stato del sovradimensionato e quindi vi sono stati addirittura bus vuoti».

 

A seguire l’intervento dell’assessore alla Sanità Lanzarin: «Stamattina c’è stato incontro con i farmacisti per le vaccinazioni nelle farmacie. Tutto dipende chiaramente dalla disponibilità di vaccini, per le farmacie è ideale J&J, quindi tutto dipenderà dall’arrivo di queste dosi. Come anticipato, sono fissati 6 euro per inoculazione, le farmacie dovranno avere dei locali separati dall’attività routinaria oppure dovranno somministrare i vaccini in orari diversi. Il farmacista e collaboratore farmacista possono fare iniezioni previo corso dell’Istituto Superiore di Sanità e poi un tutoraggio che garantiremo noi come Regione Veneto. Abbiamo a tal proposito richiesto un elenco di chi ha già seguito il corso e poi l’intenzione è quella di inserirli nelle farmacie e nei centri vaccinali per un po’ di tutoraggio. In merito ai numeri abbiamo ricevuto l’adesione dal 50% circa delle farmacie venete. Oggi faremo un protocollo con queste indicazioni. Ricordiamo che loro non potranno inoculare soggetti fragili. C’è poi stata una riunione con i MMG che sembrano invece aver dato un’adesione completa e che ora si stanno organizzando per collocarsi presso gli hub».

 

Il dott. Rosi ha poi presentato un quadro sull’andamento delle terapie intensive in Veneto: «Sono attivi ad oggi 659 letti sui 1000 disponibili. Abbiamo oltre 300 malati Covid positivi. Nel week-end di Pasqua siamo andati a 24 ingressi al giorno, un numero importante, compensato dai dimessi. Si sta comunque riducendo la mortalità in terapia intensiva. In una settimana arriveremo a 700 letti attivi, ma questi funzionano se abbiamo altri posti liberi, quindi questa situazione continua a richiedere gran parte della sospensione chirurgica, delle attività non urgenti».

 

I dati aggiornati del contagio in Veneto:

Totale positivi dal 21 febbraio 2020: 391.053

Positivi ad oggi: 35.537 (+ 1.111 nelle ultime 24h)

Ricoverati totali: 2.298 (+11)

Ricoverati in area non critica: 1.975

Terapie intensive: 323 (+8)

Totale morti: 10.837 (+67)

Totale dimessi: 18.602

 

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