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Regioni e governo

Coronavirus, Zaia: «Saranno i parametri a decidere nuove restrizioni»

Il Presidente della Regione del Veneto: «Possiamo solo condividere buone pratiche e cercare di attutire il colpo, perché ci sarà»

22 Ottobre 2020

«Saranno i parametri a decidere nuove restrizioni. Si tratta di decisioni dettate da scelte sanitarie e non politiche». È quanto ha dichiarato al Corriere della Sera il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, spiegando che «siamo di fronte a un nemico terribile, che ha condizionato i sistemi sanitari e l’economia del mondo intero. Davanti a una roba del genere, unica cosa che possiamo fare è condividere buone pratiche e cercare di attutire il colpo. Perché il colpo ci sarà».

 

 

«In Veneto faremo quello che serve  ̶  aggiunge Zaia  ̶ . Domani riprenderò le riunioni quotidiane all’Unità di crisi. Quanto al coprifuoco, faccio appello a tutti: noi dobbiamo dire la verità. Dire le cose come stanno senza doverci preoccupare di essere cecchinati dalle polemiche. I cittadini hanno bisogno di vedere una squadra, non può passare l’idea che il Covid sia colpa di qualcuno. Tutti i sistemi sanitari da noi ritenuti esemplari sono andati in crisi: Francia, Germania, Stati Uniti, Giappone».

 

 

«Abbiamo 65 pazienti in terapia intensiva  ̶  afferma Zaia parlando delle misure disponibili nella sua regione    ̶  . Il semaforo è arancione. Il nostro picco lo abbiamo registrato il 29 marzo con 356 pazienti. A 150, sono pronto ad aprire 10 ospedali Covid in Veneto. Perché quando si supera la massa critica, bisogna dividere completamente i percorsi. Ma questi numeri, ai negazionisti, beati loro, dicono poco. Il virus sottopone il sistema sanitario a uno stress terribile. Noi oggi siamo passati da 494 a 1.000 posti nelle terapie intensive. Ma qualche centinaio di pazienti in terapia intensiva porta con sé migliaia di pazienti ricoverati in area non critica. Il Covid si cura, il vaccino arriverà. Ma quando il virus entra in maniera importante negli ospedali toglie la possibilità di curare gli altri pazienti».

 

 

«Facciamo quasi 30mila test al giorno  ̶  prosegue il Governatore – tra molecolari e rapidi. Ma c’è da dire, e lo abbiamo visto anche nel Regno Unito, che a un certo punto l’onda di piena arriva e noi abbiamo la sensazione di vuotare il mare con un secchio. Se hai 2 o 3 mila positivi al giorno, e calcoli una ventina di persone da contattare per ciascuno, devi fare 60mila test. A sei minuti ciascuno…ci vuole un migliaio di persone dedicate solo a questo».

Fonte: Adnkronos

(ph: Imagoeconomica)

 

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