Focus Veneto

Coronavirus, Ulss 5: oggi 420 operatori sanitari vaccinati

Il DG Compostella: «La convivenza con il virus durerà a lungo. Fondamentale senso di responsabilità»

2 Gennaio 2021

«Rimane alta la pressione nei reparti ospedalieri con degenti Covid positivi, in particolar modo nel reparto di Terapia intensiva dell’Ospedale di Trecenta, che oggi, registra 20 posti letto occupati. L’impegno assistenziale da parte del nostro personale sanitario, è molto forte – dice il Direttore Generale Antonio Compostella – abbiamo ancora potenzialmente circa 15 giorni pesanti davanti, sul fronte ospedaliero dei ricoveri, sperando in un abbassamento della curva dei contagi».

 

«È partita la campagna di vaccinazione anti-Covid, domenica 27 dicembre, con la somministrazione delle prime 40 dosi di vaccino agli operatori sanitari. Il 31 dicembre 2020, sono state somministrate le prime 420 dosi di vaccino anti covid-19 in maniera operativa e importante, agli operatori del sistema sanitario, dipendenti Ulss e del territorio, scelti con il  criterio della stratificazione del rischio. La prima giornata di vaccinazione, ha avuto grande entusiasmo da parte di tutti gli operatori sanitari sottoposti alla vaccinazione. Nessuno di è tirato indietro. Oggi, 2 gennaio 2021 si sottoporranno all’attività vaccinale altri 420 operatori sanitari con l’aggiunta degli Operatori e ospiti delle Case di riposo di Trecenta, Fiesso Umbertiano e Porto Viro. Lunedì 4 gennaio, si avranno un totale di 780 dosi somministrate a ospiti e operatori delle Case di Riposo, Covid free, da inizio epidemia, in Polesine».

 

«A fine gennaio si chiuderà la prima tranche di vaccinazioni che ingloba operatori sanitari e territoriali che lavorano a stretto contatto con persone Covid positive e ospiti e operatori delle Case di Riposo del Polesine. Richiamo fortemente tutti alla massima responsabilità sociale, individuale e di comportamento: la curva cresce ancora. Quindi osservare le restrizioni, evitare assembramenti, uso costante della mascherina e igiene delle mani», conclude Compostella.

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