«Solo il comune lavoro di tutte le istituzioni può portarci a vincere la battaglia. Quello in vigore dal 5 marzo al 5 aprile sarà il primo Dpcm del nuovo Governo. Adesso, superata la crisi, tutti dobbiamo sentire l’obbligo di fronteggiare le emergenze sanitarie, economiche e sociali che stiamo affrontando. Non c’è una strada diversa dall’unità per vincere questa lunga e difficile battaglia». Con queste parole il Ministro della Salute Roberto Speranza si è rivolto oggi al Senato introducendo il suo discorso.
«La pandemia non si batte solo con buon Governo centrale e territoriale, l’arma in più è la collaborazione attiva di tutti. Le polemiche disorientano i cittadini. In questo ultimo miglio non possiamo assolutamente abbassare la guardia. Non ci sono le condizioni per farlo. In merito al Cts, che va ringraziato, tutto quello che può essere fatto per renderlo più agile e tempestivo va valutato e fatto, come anche la proposta di un unico portavoce può essere accolta positivamente», ha sottolineato Speranza.
«Le principali nazioni europee hanno scelto, dopo la prima ondata, una linea comune di massimo rigore per arginare la pandemia. L’Italia si muove in questo solco di prudenza, cautela e tutela del diritto alla salute. Sarebbe un grave errore se affrontassimo in modo diverso dalle nazioni a noi vicine l’emergenza sanitaria. Dobbiamo differenziare le misure a livello regionale per agire in maniera proporzionale ed evitare di ricorrere ad altri lockdown generalizzati. Credo importante alla luce delle nuove varianti favorire un nuovo confronto con un tavolo tecnico tra esperti dell’ISS e del Ministero della Salute per valutare la situazione in cui siamo. Allo stato attuale è importante mantenere un approccio di totale prudenza. Con incidenza alta e crescente si riduce la capacità di contact tracing e aumentano i rischi di diffusione. Con questo livello di incidenza abbiamo le terapie intensive di 5 regioni sopra soglia critica del 30%. Mediamente a livello nazionale sono occupate al 24% ma con forte variazione da regione in regione. Rt medio calcolato sui casi sintomatici è nell’ultimo rilevamento pari a 0,99. Rt si avvia a superare la soglia di 1. Con Rt superiore a 1 aumenta significativamente in maniera quotidiana il contagio. La presenza di queste varianti condizionerà l’epidemia nel suo complesso. Quella inglese è presente ormai diffusamente su tutto il territorio nazionale. Questa variante presto sarà prevalente nel nostro Paese. Fortunatamente però questa variante non compromette l’efficacia dei vaccini. Quella brasiliana e sudafricana sono invece maggiormente insidiose in quanto potrebbero ridurre la capacità vaccinale. Essendo la loro circolazione per ora ristretta, è ancora possibile contenerne la diffusione. A seguito della comparsa delle varianti sono state implementate zone rosse o arancione rafforzato. Proprio negli ultimi giorni è stata segnalata da 5 regioni la necessità di 25 zone rosse. Tali misure restrittive sono indispensabili. C’è tutto l’impegno del Governo a promuovere congrui ristori per quelle zone che stanno pagando a caro prezzo le misure restrittive. Questo deve valere per tutte le ordinanze da me firmate a livello nazionale come a livello regionale e subregionale. Le regioni stanno ulteriormente rafforzando la loro capacità organizzativa sul fronte vaccinale. Si sono aggiunti i medici di famiglia, la loro adesione è un fatto importante in quanto garantiranno alla nostra campagna nuova linfa appena avremo disponibilità di vaccino. È decisiva la consegna puntuale delle dosi. L’Italia non si rassegna alla riduzione delle dosi. Con i vertici delle istituzioni comunitarie stiamo esercitando il massimo di pressione affinché si trovino soluzioni necessarie per la produzione di vaccini. Vanno perseguite tutte le soluzioni possibili, nessuna esclusa. Non regge l’idea di una proprietà esclusiva dei brevetti dinnanzi a una emergenza sanitaria simile. Il vaccino deve essere effettivamente un bene comune. Un diritto di tutti, non un privilegio di pochi. Si sta valutando la possibilità di mettere in piedi impianti farmaceutici per aumentarne la produzione» ha dichiarato il Ministro.
(ph: Imagoeconomica)




