Coronavirus: il “2020” diventa un insulto

Il linguista Tartamella: «L'anno appena finito divenuto emblema del "male assoluto"»

3 Gennaio 2021 a cura di
Coronavirus: il “2020” diventa un insulto

Nell’era del Covid-19, anche la nuova edizione della “Top Ten delle Parolacce” non poteva essere immune al Coronavirus. Tanto che nella storica classifica delle 10 ingiurie più emblematiche dell’anno appena finito è proprio il “2020” a diventare esso stesso un insulto. Redatta come ogni anno dal linguista Vito Tartamella, la classifica delle parolacce che AdnKronos anticipa, fra contagi, crisi economica, isolamento forzato, vede il “2020” come l’anno funesto.

 

Insomma, l’anno appena finito «è diventato l’emblema della sfortuna, della rovina, del male assoluto» anticipa Vito Tartamella che riferisce come «sui social in lingua inglese si sia diffusa l’espressione “go 2020 yourself” come equivalente di “go fuck yourself”».

 

«È presto per dire quanto sopravvivrà questo modo di dire ma  ̶  aggiunge  ̶  con un anno così disgraziato non poteva essere altrimenti ed è un sentimento diffuso».

«D’altronde  ̶  osserva ancora l’esperto  ̶  anche in Italia l’espressione “Che ti venga il Coronavirus” ha iniziato a circolare come maledizione e non è l’unico malaugurio a sfondo sanitario nella nostra lingua».

 

(ph: Shutterstock)