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Regioni e governo

Coronavirus, Galli: «Molto vicini alla soluzione della Francia»

Per l'infettivologo dell'Ospedale Sacco di Milano: «I provvedimenti adottati rischiano di non fermare l'impennata»

29 Ottobre 2020

Come si configura concretamente lo «scenario 3 in rapido peggioramento», citato dal premier Giuseppe Conte?

 

«Significa che c’è la speranza che i provvedimenti già adottati, anche loro assai discussi e combattuti sia da una parte politica sia da una parte dell’opinione pubblica, rischiano di non arrivare a fermare almeno in modo accettabile questo fenomeno di impennata dei contagi da Covid-19 e crescita dei ricoveri. Vuol dire praticamente che già l’intero sistema sanitario è coinvolto al punto da fare molta fatica a rispondere a qualsiasi altra necessità dei cittadini dal punto di vista della salute. E questo è l’aspetto che io trovo uno dei più angoscianti e preoccupanti. E significa che probabilmente andiamo verso una soluzione vicina a quella della Francia. Ricordiamoci che li abbiamo esattamente avanti a noi, anche se di poco». È l’infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, a spiegarlo intervenuto ad “Agorà” su Rai 3.

 

L’esperto cita la Francia, che ha annunciato un lockdown nazionale da venerdì, con le scuole che resteranno però aperte. E puntualizza che per l’Italia si tratta di capire «quando arriveremo alla situazione francese, non se vi arriveremo».

 

«A me  ̶   chiarisce l’infettivologo  ̶   l’idea di un nuovo lockdown totale sconvolge abbastanza per tutto quello che va a significare. Io mi auguro veramente che si riesca a mettere in piedi quanto basta per riuscire a limitare i danni e riuscire a venirne fuori senza arrivare a questo. Però temo che si sia molto vicini soprattutto in determinate aree del Paese».

Fonte: Adnkronos

(ph: Shutterstock)

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