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Approfondimenti

Clima: in Europa temperature più che raddoppiate rispetto al resto del mondo

Ma in compenso in Ue le emissioni sono scese del 31% fra il 1990 e il 2020

3 Novembre 2022

Le temperature in Europa sono aumentate più del doppio della media globale negli ultimi 30 anni, più che in ogni altro continente. Mentre la tendenza alla crescita continua, caldo eccezionale, incendi, inondazioni e altri effetti del climate change impatteranno la società, l’economia e gli ecosistemi. È quanto emerge dal nuovo rapporto del World Meteorolocial Organization (WMO), redatto assieme al programma satellitare di osservazione della Terra dell’Unione europea Copernicus.

 

Secondo lo “State of the Climate in Europe report”, le temperature in Europa sono cresciute significativamente nel periodo 1991-2021, a un ritmo medio di +0.5 gradi ogni decennio. Di conseguenza, i ghiacciai alpini hanno perso 30 metri di spessore fra il 1997 e il 2021. In Groenlandia la calotta glaciale si sta sciogliendo, contribuendo ad accelerare l’innalzamento del livello marino.

Nell’estate 2021, per la prima volta nella storia è stata registrata pioggia nel punto più alto della Groenlandia, la stazione Summit. Nel 2021, illustra il rapporto, gli eventi climatici hanno contribuito a causare centinaia di vittime, hanno direttamente impattato più di mezzo milione di persone e causato danni per oltre 50 miliardi di dollari. Circa l’84% degli eventi erano allagamenti e tempeste.

 

Nel rapporto non ci sono solo cattive notizie. In Ue le emissioni sono scese del 31% fra il 1990 e il 2020, avvicinandosi al target del 55% entro il 2030. L’Europa è anche una delle più avanzate regioni in tema di cooperazione oltre-frontiera, in particolare per quanto riguarda i bacini fluviali transazionali, rilevano Copernicus e WMO. È tra il leader mondiali nei sistemi di allerta, con circa il 75% delle persone protette. Inoltre i piani sanitari messi in campo contro il caldo estremo hanno salvato molte vite.

«La società europea è vulnerabile alla vulnerabilità del clima e al suo cambiamento, ma l’Europa è anche all’avanguardia nello sforzo internazionale per mitigare il climate change e sviluppare innovative soluzioni di adattamento al nuovo clima con cui gli europei dovranno convivere», spiega Carlo Buontempo, direttore del servizio di Copernicus sul cambiamento climatico.

«Mentre i rischi e l’impatto del climate change diventa sempre più tangibile nella vita di tutti i giorni  ̶  aggiunge Buontempo  ̶  cresce il bisogno di una intelligence climatica, e giustamente. Con questo rapporto vogliamo chiudere il gap tra i dati e le analisi, per offrire un’informazione basata sulla scienza ma accessibile, che possa innescare le decisioni nei diversi settori e nelle diverse professioni».

 

«L’Europa presenta l’immagine dinamica di un mondo in surriscaldamento e ci ricorda che anche le società ben preparate non sono al sicuro dall’impatto di eventi meteorologici estremi», dice Petteri Taalas, segretario generale della World Meteorological Organization (WMO). «Quest’anno, come nel 2021, gran parte dell’Europa è stata colpita da estese ondate di caldo e siccità, che hanno alimentato gli incendi. Nel 2021, inondazioni eccezionali hanno causato morte e devastazione», ricorda Taalas.

 

«Per quanto riguarda la mitigazione, il buon ritmo nella riduzione delle emissioni di gas serra nella regione dovrebbe continuare e l’ambizione dovrebbe essere ulteriormente aumentata  ̶  auspica il segretario generale WMO  ̶ . L’Europa può svolgere un ruolo chiave verso il raggiungimento di una società carbon neutral entro la metà del secolo per soddisfare l’accordo di Parigi». Per quel che riguarda gli sviluppi futuri, Copernicus e WMO ricordano quanto indicato dall’Intergovernmental Panel on Climate Change nel suo Sixth Assessment Report (Working Group I, IPCC AR6 WGI) con “alta attendibilità”: indipendentemente dai futuri livelli di riscaldamento globale, le temperature aumenteranno in tutte le aree europee a un ritmo superiore ai cambiamenti di temperatura media globali, in modo simile alle osservazioni passate. La frequenza e l’intensità degli estremi caldi, comprese le ondate di calore marine, sono aumentate negli ultimi decenni e si prevede che continueranno ad aumentare indipendentemente dallo scenario delle emissioni di gas serra. Si prevede che le soglie critiche rilevanti per gli ecosistemi e gli esseri umani saranno superate per un riscaldamento globale di 2 gradi e oltre. Le osservazioni hanno un andamento stagionale e regionale coerente con il previsto aumento delle precipitazioni in inverno nel Nord Europa. In estate si prevede una diminuzione delle precipitazioni nel Mediterraneo estendendosi alle regioni settentrionali. Si prevede che le precipitazioni estreme e le inondazioni pluviali aumenteranno a livelli di riscaldamento globale superiori a 1,5 gradi in tutte le regioni ad eccezione del Mediterraneo.

 

Fonte: Dire

(ph: Shutterstock)

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