Ospite della domenica di SALUTE WEB FEST anche il glaciologo e geologo Franco Secchieri, che ha presentato ai webspettatori un quadro, anche abbastanza allarmante dello status dei ghiacciai, importanti risorse naturali e idriche, e veri e propri indicatori dello stato di salute dell’ambiente che ci circonda.
Ma anzitutto, chi è il glaciologo? Alla domanda, l’esperto ha risposto: «È lo studioso dei ghiacciai e di tutto ciò ad essi legato, compresa le riserva e risorsa idrica che quest’anno sembra già avere dei problemi. I ghiacciai – ha spiegato Secchieri – sono legati al clima, alle precipitazioni invernali e alle condizioni meteo-climatiche estive. Un ghiacciaio in buona salute, ma ormai non ce ne sono più, si amplia e si estende. Quello in cattivo stato, invece, tende a ritirarsi. I nostri ghiacciai stanno tutti male in questo periodo. E per periodo, i glaciologi si riferiscono a quella che è l’unità di misura utilizzata per il calcolo delle variazioni climatiche: 30 anni. Dal 1985, quindi, i ghiacciai hanno iniziato a ritirarsi e in maniera sempre più accelerata. Purtroppo questo – ha proseguito Secchieri – è il risultato dell’aumento decennale di emissioni climalteranti. La riduzione dei ghiacciai va in parallelo con l’aumento dellaCo2 nell’atmosfera, che a sua volta va in parallelo con l’aumento della popolazione, etc. La più importante e allarmante tra queste è la condizione in costante aumento delle emissioni climalteranti, perché causerà seri problemi. E in questo la politica è stata poco attenta. Ci sono dei danni inconfutabili: quello del paesaggio, ma c’è soprattutto il problema legato all’acqua: non dimentichiamo che i ghiacciai sono delle riserve idriche importantissime».
E l’inquinamento quanto impatta sulla montagna? «Certamente il paesaggio glaciale, essendo ad alta quota, è meno soggetto a forte tipologia di inquinamenti – ha dichiarato Secchieri –, anche se le microplastiche sono arrivate sin là». Purtroppo, come ha sottolineato l’esperto, «si parla tanto, ma si fa poco. Soprattutto contro lo spreco dell’acqua. Verso i giovani si dovrebbe indirizzare sempre più una cultura rivolta a un ambientalismo vero, affinché possano contribuire in maniera concreta a combattere tutto questo».




