CIMO-FESMED Veneto: «Necessaria riflessione per attività non urgenti»

Il Sindacato dei medici: «L’attività programmabile deve essere necessariamente ricollocata»

28 Novembre 2020 a cura di
CIMO-FESMED Veneto: «Necessaria riflessione per attività non urgenti»

Riceviamo e pubblichiamo

 

La FEDERAZIONE CIMO-FESMED Veneto ritiene necessarie alcune riflessioni sulla scelta della Regione Veneto di effettuare le visite e prestazioni ambulatoriali divisionali con regolare impegnativa solo urgenti o con priorità breve, bloccando tale possibilità a tutte le altre e quindi ed anche attività come screening, controlli, libera professione dei medici dipendenti, classificata come attività per appuntamento, non urgente.

 

Lo scopo originario di questo blocco resta la limitazione dell’afflusso di persone negli ospedali per prestazioni rinviabili per la sicuramente condivisibile motivazione di privilegiare le urgenze e l’assistenza ai pazienti Covid. La situazione di questa seconda ondata di contagi appare di difficile soluzione in tempi brevi con un tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e sub intensiva in aumento.

 

L’attività programmabile deve essere necessariamente ricollocata pena la formazione di liste di attesa che determineranno un aumento delle disuguaglianze fra ricchi e poveri a vantaggio delle attività private pure come è accaduto in primavera.
Non possono poi essere ancora interrotte come nel recente passato le attività di screening ed i controlli periodici in particolare per le patologie oncologiche ma anche per tutte le altre specialità.

 

Esiste inoltre una grave discriminazione per le condizioni di lavoro nei confronti dei medici dipendenti che hanno scelto la libera professione in ospedale (regime di intramoenia ) o in regime di attività allargata in altre strutture ma sempre collegata con l’amministrazione ospedale – (regime di intramoenia allargata) allo stato bloccate ed altri colleghi, che pur lavorando in ospedale a tempo pieno, hanno scelto per la loro libera professione una soluzione completamente separata dal punto di vista amministrativo in strutture per legge non convenzionate con le AULSS pur a prezzo di una significativa riduzione stipendio, questi ultimi al contrario dei precedenti possono continuare regolarmente la loro attività.

Potrebbe interessarti anche:  Referendum sulla giustizia, cosa prevede la riforma: dal doppio Csm al sorteggio dei membri

 

Anche chi lavora solo in regime privato puro non ha alcuna penalizzazione in tale senso anzi può anche incrementare la sua attività. In questo contesto, i medici che hanno scelto di svolgere l’attività solo in ospedale si trovano ingiustamente penalizzati ed i cittadini che non hanno risorse per una visita privata possono solo aspettare.

 

FEDERAZIONE CIMO-FESMED propone una adeguata ricognizione di spazi ed apparecchiature disponibili presso ambulatori e cliniche private convenzionate o non convenzionate ma con spazi e situazione sanitarie adeguate e disponibili, mediante apposita delibera in regime di necessità generale a tutela della salute pubblica, che possano accogliere ulteriori pacchetti di attività dei medici dipendenti sia in regime pubblico che in libera professione.
Si sono dette molte cose in questo periodo nel Veneto in contrasto con note normative, ma la Pandemia secondo FEDERAZIONE CIMO-FESMED impone una riflessione per continuare anche le attività pubbliche o private non urgenti che non possono essere continuamente accumulate.