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Dall'Italia

Centinaia di migranti bloccati in Sicilia sulle navi

Ieri in tre si sono lanciati da una nave per provare a raggiungere la terraferma a nuoto

8 Novembre 2022

Il braccio di ferro tra il governo italiano e le navi delle Ong che salvano migranti nel Mediterraneo continua. La partita vera è in Europa e l’obiettivo del nuovo esecutivo è far capire che la linea sull’immigrazione è cambiata, come d’altronde ha detto la stessa presidente del Consiglio durante la sua prima visita a Bruxelles. E poco conta se, per convincere gli altri appartenenti all’Unione che l’emergenza migratoria va condivisa a livello comunitario, bisogna usare il pugno duro contro centinaia di persone bloccate da giorni su delle navi umanitarie. La situazione a Catania è sempre la stessa: sono stati fatti sbarcare solamente coloro che hanno superato la selezione del ministero dell’Interno.

Dopo che sono stati fatti scendere donne, minori, fragili e nuclei familiari, la situazione a bordo delle navi Humanity 1 e Geo Barents si è fatta più tesa. “Non capiscono perché non li facciano scendere”, dicono i volontari. Sulla prima nave sono rimasti in 35, sulla seconda in 214. Humanity 1 segnala che molti dei naufraghi che sono rimasti a bordo sono entrati in depressione e hanno spesso di mangiare, o saltano spesso i pasti. L’Ong, tra l’altro, ha inoltrato – già nella notte tra domenica e lunedì – la domanda di protezione internazionale per i migranti rimasti a bordo alla questura di Catania.

Sulla Geo Barents, invece, il gruppo è molto più numeroso. Ieri pomeriggio i migranti a bordo della nave hanno urlato e mostrato i cartelli con la scritta “help us”, aiutateci. Anche sull’imbarcazione di Medici senza frontiere non mancano i momenti di tensione: ieri in tre si sono lanciati dalla nave per provare a raggiungere la terraferma a nuoto. Uno è risalito a bordo – dicendo di essersi buttato per aiutare gli altri – mentre i due sono rimasti sulla banchina dopo essere stati soccorsi e aver rifiutato in ogni modo di tornare sulla nave. Si tratterebbe di due profughi siriani, di 40 e 50 anni. Per il governo la situazione resta la stessa: il Viminale ha individuato e fatto scendere coloro che – secondo l’interpretazione dell’Interno – avevano diritto all’asilo, ora le navi umanitarie se ne devono andare dall’Italia portando via quello che viene chiamato “carico residuale”. Gli esseri umani rimasti a bordo, in sostanza.

 

Nel frattempo arrivano altre notizie da Reggio Calabria, dove è arrivata in mattinata la nave umanitaria Rise Above. Cominceranno immediatamente le operazioni di sbarco di tutti gli 89 migranti a bordo. Anche la nave della Ong Mission Lifeline era ferma da giorni davanti alla Sicilia, in attesa di un porto sicuro dove poter attraccare. In questo caso, però, tutti i migranti a bordo potranno scendere, poiché – sempre nella lettura del Viminale – si tratta di un evento Sar.

“Stiamo seguendo la situazione al porto di Catania – ha detto ieri sera il ministro Piantedosi – ci stiamo comportando con umanità ma fermezza sui nostri principi. In tal senso impronteremo le prossime azioni. Stiamo lavorando sia sui tavoli europei che nazionali”. E ha spiegato, proprio per quanto riguarda la nave Rise Above: “Stiamo accogliendo anche altre navi che arrivano con eventi Sar, non stiamo facendo mancare a nessuno l’assistenza umanitaria come ci viene internazionalmente riconosciuto”. Mentre i naufraghi che si trovano a bordo delle navi, in condizioni sempre più difficili, Piantedosi ha assicurato: “Sono costantemente monitorati dagli organismi competenti”.

 

Fonte: fanpage.it

(Ph. Shutterstock)

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