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L'EDITORIALE

Celiachia, ma solo se lo dice il medico

Troppe autodiagnosi per una patologia che è seria e va trattata. Il 16 maggio la giornata internazionale

14 Maggio 2024

Celiachia sì o celiachia no? Se guardiamo gli scaffali dei supermercati non abbiamo dubbi. La celiachia sembra la malattia del secolo, al pari dell’intolleranza al lattosio. Per i celiaci (o presunti tali) ci sono cibi di tutti i generi senza glutine, dalla pasta al panettone. Giusto così. Chi soffre di questa enteropatia auto–infiammatoria permanente, con tratti di auto-immunità sviluppa sintomi importanti, che limitano la qualità della vita e possono anche essere propedeutici a patologie più gravi. Per i celiaci il glutine è un killer silenzioso (neppure tanto) che va combattuto.

Ma se poi guardiamo in che carrelli finiscono questi alimenti, ci accorgiamo che ad acquistarli sono più che altro persone che la celiachia se la sono autodiagnosticata e che hanno legato malesseri gastrointestinali o cattiva digestione ad una malattia che invece è ben più seria e che per essere diagnosticata necessita di indagini mirate.

Più o meno quello che sta avvenendo con il lattosio. Sono sempre di più le persone che lo escludono autonomamente dalla dieta, senza alcun consulto medico, solo nella convinzione di esserne intolleranti.

Per quanto riguarda la celiachia “solo il 3% della popolazione mondiale portatrice della predisposizione genetica e che consuma glutine sviluppa questa patologia nel corso della vita. Esistono infatti dei fattori scatenanti, di cui però al momento, non si conosce la natura. Si pensa che alcune infezioni virali e la quantità di glutine introdotto durante lo svezzamento possano avere un ruolo importante, anche se non esistono dati definitivi”. (dati Epicentro).

La celiachia è una patologia seria, tanto che esistono dei precisi PDTA (Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali) messi in atto da alcune regioni per affrontarla. È ben diversa dalla intolleranza al glutine e dall’allergia, nella Celiachia, si ha una risposta autoimmune con danni all’intestino, mentre nell’Intolleranza al glutine non c’è reazione autoimmune e nessun danno permanente all’intestino.

La diagnosi deve essere fatta dal medico o dal Pediatra, utilizzando test specifici come il dosaggio plasmatico degli anticorpi anti-transglutaminasi di classe IgA e il dosaggio delle IgA totali (il 20% dei pazienti celiaci presenta deficit selettivo di IgA). In caso di positività si effettuano altri esami per verificare il danneggiamento e l’atrofia dei villi intestinali.

Se si risulta celiaci si ha diritto ad avere sostegni per l’acquisto dei cibi senza glutine.

Quindi la celiachia è una patologia seria, che non viene autodiagnosticata e che impone un regime alimentare rigido (anche una piccola parte di glutine può scatenare la reazione). Il 16 maggio ricorre la giornata internazionale per sensibilizzare la popolazione nei confronti di questa patologia.

 

(ph: Shutterstock)

Daniela Boresi
Direttore

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