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Cancro, tra il 40 e il 50% delle morti sono evitabili migliorando gli stili di vita

Di fondamentale importanza resta la diagnosi precoce

31 Gennaio 2023

Ridurre le diagnosi di tumore del 40% e di morte del 50% è possibile adottando stili di vita più sani: un obiettivo raggiungibile, a patto di fare della prevenzione un patrimonio comune, basata sui dati e su indicazioni scientificamente validate su come intervenire sulle proprie abitudini. È il messaggio lanciato da Santagostino Monitoring – Osservatorio sulla Salute, un gruppo di studio che riunisce un pool di data scientist e professionisti sanitari per produrre ed elaborare dati e ricerche sul tema della sanità, della prevenzione, del benessere, promosso da Santagostino in occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro, che si celebra il 4 febbraio.

L’analisi parte dai numeri: tra il 2020 e il 2040, secondo le stime prodotte dalla IARC e riportate ne “I numeri del cancro 2022”’, il numero di nuove diagnosi oncologiche in Italia aumenterà in media dell’1,3% per anno negli uomini e dello 0,6% per anno nelle donne. in Italia – dicono i dati riportati dal ministero della Salute – ogni giorno circa 1.000 persone ricevono una nuova diagnosi di cancro. Le 5 neoplasie più frequenti, nel 2019, sono state quelle della mammella (53.500 nuovi casi), colon-retto (49.000), polmone (42.500), prostata (37.000) e vescica (29.700).

«L’aumento del numero assoluto dei tumori è associato in gran parte all’invecchiamento della popolazione – spiega il dottor Mario Roncadin, oncologo del Santagostino –, per questo è fondamentale impegnarsi per restare in salute. I dati disponibili mettono in luce un’aumentata necessità di prendere coscienza dei rischi legati ad abitudini scorrette, che includono sia stili di vita dannosi che la mancanza di screening periodici. Da qui l’idea di Santagostino di rendere disponibile un vademecum, redatto con il supporto di noi medici, contenente i suggerimenti da seguire per proteggere la propria salute. Si tratta di consigli adatti a tutte le età: anche piccoli cambiamenti nella propria routine possono infatti favorire un’esistenza lunga e sana».

 

Prevenzione primaria: migliorare gli stili di vita

Il primo passo da compiere per ridurre la possibilità di sviluppare neoplasie è adottare uno stile di vita equilibrato. Fumo, alcool, sedentarietà, scorretta alimentazione sono tra le cause più comuni di tumore.

Il fumo, in particolare, rappresenta il principale fattore di rischio: viene associato all’insorgenza di circa un tumore su tre, non solo al polmone, tra quelli attribuibili a fattori di rischio evitabili nel 2019.

I dati della sorveglianza PASSI mostrano che, nel biennio 2020-2021 in Italia, 1 persona su 4 (25%) è affetta da tabagismo: la maggioranza degli adulti 18-69enni non fuma (59%) o ha smesso (17%).

Altro rischio per la salute sono il peso eccessivo (3 adulti su 10 sono in sovrappeso e 1 su 10 obeso nel biennio 2020-2021, con prevalenza al Sud Italia) e il consumo di alcool, tra cui il binge drinking, ovvero l’assunzione di 5 o più unità alcoliche in un’unica occasione per gli uomini e 4 per le donne, fenomeno che riguarda l’8% delle persone. Il consumo eccessivo di alcool è maggiore nei residenti del Nord Italia.

 

Si stima che nel 2019 gli scorretti stili di vita siano stati responsabili di 4.450.000 morti per cancro in tutto il mondo, vale a dire il 44,4% di tutti i decessi per patologie oncologiche (il 50,6% negli uomini e il 36,3% nelle donne). Il 36,9% di queste morti sono conseguenza di neoplasie a carico del polmone, della trachea e dei bronchi, il 14,2% del colon-retto e il 18,5% di esofago, stomaco e fegato.

Secondo gli autori dello studio sui dati del 2019 del Global Burden of Disease, relativamente ai fattori di rischio per il cancro, in Italia ammonta tra il 40 e il 50% la quota di morti per tumori attribuibili a fattori di rischio evitabili: si tratta di circa 81.000 morti oncologiche evitabili (sul totale delle circa 180.000 annuali per cancro) attraverso il controllo dei principali fattori di rischio, equivalenti a 57,8 casi su 100.000 abitanti per tutti i fattori di rischio.

Cambiare abitudini, migliorare gli stili di vita si può. Per questo Santagostino Monitoring diffonde in questi giorni un vademecum informativo, dalla grafica semplice e accattivante, che possa “accompagnare” le persone nel processo di consapevolezza: «I protagonisti della sfida per battere il cancro siamo ciascuno di noi», spiega Roncadin.

 

Prevenzione secondaria: l’importanza della diagnosi precoce

Effettuare controlli regolari permette di diagnosticare precocemente molte neoplasie, favorendo cura e guarigione. Per alcuni tumori come, ad esempio, i tumori al seno, al collo dell’utero e al colon-retto esistono screening specifici, dedicati alle fasce di popolazione più a rischio.

La mammografia gratuita è disponibile per le donne dai 45 o 50 anni (a seconda della Regione di appartenenza); la ricerca di sangue occulto nelle feci e la rettoscopia sono invece dedicati ai pazienti a partire dai 50 anni. Per il tumore alla cervice è possibile sottoporsi a pap-test e test HPV. Oggi, inoltre, è disponibile un vaccino in grado di prevenire il contagio, consigliato a ragazze e ragazzi a partire dagli 11 anni. È importante ricordare però che per chi ha fattori di rischio (familiarità, pregresse malattie ecc) gli screening possono essere anche anticipati rispetto al momento dello screening offerto dalla Regione.

In occasione della Giornata mondiale contro il cancro, il Santagostino offre ai pazienti la possibilità di prenotare gratuitamente alcuni degli esami di laboratorio più importanti per la diagnosi precoce: un esame prevenzione dedicato alle donne e uno dedicato agli uomini.

 

«Le analisi del sangue  ̶  spiega Roncadin  ̶ , sono un primo strumento, utile non solo per avere un quadro generale della salute del paziente, ma anche per intercettare i marker tumorali. Il PSA per il tumore alla prostata, il CA125 per il carcinoma dell’ovaio e il CEA, legato al carcinoma del colon-retto. È bene chiarire che un risultato positivo di questi esami non significa necessariamente una diagnosi di tumore, ma stimola un ulteriore approfondimento».

 

(ph: Shutterstock)

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