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Regioni e governo

Cambio parametri calcolo positivi, GIMBE: «Regioni vogliono evitare restrizioni»

Il Presidente della Fondazione Cartabellotta: «Meglio eliminare il sistema a colori»

14 Gennaio 2022

Il nuovo sistema per rendicontare i pazienti ricoverati per Covid-19 richiesto dalle Regioni prevede una “contabilizzazione” separata tra pazienti ospedalizzati per Covid-19 e pazienti ricoverati per altre patologie, con infezione da Sars-CoV-2 ma asintomatici per Covid-19.

La Fondazione GIMBE sottolinea che tale proposta, «oltre a sottostimare il reale sovraccarico degli ospedali, aumenta l’impatto organizzativo e il carico di lavoro degli operatori sanitari e presenta numerosi rischi». Lo dichiara in una nota il Presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta.

 

Cartabellotta spiega che «innanzitutto, la proposta è inadeguata per ragioni cliniche: considerato che la Covid-19 è una malattia multisistemica che colpisce vari organi e apparati, definire lo status di “asintomatico” è molto complesso, specialmente nei pazienti anziani con patologie multiple. Inoltre, la positività al Sars-CoV-2 può peggiorare la prognosi di pazienti ricoverati per altre motivazioni, anche in relazione all’evoluzione della patologia o condizione che ha motivato il ricovero e alle procedure diagnostico-terapeutiche attuate».

Il Presidente GIMBE sottolinea poi che «in secondo luogo è inapplicabile per ragioni organizzative: la gestione di tutti i pazienti Sars-CoV-2 positivi, indipendentemente dalla presenza di sintomi correlati alla Covid-19, richiede personale, procedure e spazi dedicati, oltre alla sanificazione degli ambienti. Di conseguenza, risulta molto difficile immaginare la gestione degli “asintomatici” senza risorse aggiuntive, in particolare locali e personale. Infine, ha rilevanti risvolti medico-legali: la responsabilità di assegnare il paziente ricoverato ad una delle due categorie, con tutte le difficoltà e le discrezionalità del caso, è affidata al personale medico e alle aziende sanitarie, su cui ricadrebbero i rischi».

 

Cartabellotta afferma infine: «Visto che l’obiettivo delle regioni è chiaramente solo quello di ridurre la percentuale di occupazione in area medica per evitare il passaggio alla zona arancione o addirittura a quella rossa, allora tanto vale eliminare il sistema dei colori, lasciando ad ogni regione le proprie responsabilità, sull’entità del sovraccarico ospedaliero e sui ritardi alle cure nei pazienti non Covid», conclude.

 

Fonte: Dire

(ph: Imagoeconomica)

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