La morte della bambina di quattro anni a Palermo riporta al centro il tema della difterite e dell’importanza delle vaccinazioni. Francesco Vaia parla di una tragedia che impone una riflessione sulla disinformazione sanitaria, mentre la ricerca apre nuove prospettive con il vaccino terapeutico a mRNA contro il melanoma.
La morte per difterite della bambina del quartiere Zen di Palermo riaccende il dibattito sull’importanza delle vaccinazioni e sui rischi della disinformazione in ambito sanitario. A intervenire è Francesco Vaia, già direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute ed ex direttore generale dell’Istituto Spallanzani, che invita a evitare ogni strumentalizzazione della tragedia ma richiama con forza il valore della prevenzione vaccinale.
«Prima il rispetto per la famiglia della bambina»
«La morte della piccola di quattro anni di Palermo è una tragedia che ci colpisce profondamente. Come medici, come genitori, come nonni. Prima di ogni altra considerazione viene il rispetto per una bambina che non c’è più e per una famiglia che sta vivendo un dolore indicibile. Non è questo certamente il momento di puntare il dito contro i genitori».
«I vaccini hanno salvato milioni di vite, non siano una bandiera ideologica»
Per Vaia, il caso impone una riflessione più ampia sul ruolo delle vaccinazioni e sugli effetti della disinformazione diffusa negli ultimi anni. «Saranno gli accertamenti sanitari e le indagini in corso a chiarire definitivamente quanto accaduto – afferma – ma ciò che starebbe emergendo a livello mediatico impone una riflessione seria sul valore delle vaccinazioni e sul danno prodotto da anni di disinformazione. I vaccini hanno salvato milioni di vite e hanno reso rare malattie che per generazioni hanno ucciso o lasciato gravemente disabili soprattutto i bambini. Non possono e non devono diventare una bandiera ideologica o strumento politico. Il vaccino, e soprattutto il suo uso corretto, resta uno degli strumenti più efficaci della sanità pubblica».
Disinformazione sui social: «Responsabilità morale e sociale enorme»
Vaia punta il dito anche contro chi alimenta dubbi e paure sui vaccini attraverso i social network. L’“oscurantismo”, afferma, si diffonde soprattutto online, dove vengono rilanciati contenuti privi di solide basi scientifiche. Per il medico, chi contribuisce a diffondere questo tipo di messaggi si assume una responsabilità molto pesante, soprattutto se appartiene al mondo sanitario.
«La disinformazione sanitaria non è neutra nè innocua: può tradursi nella rinuncia a una vaccinazione, nella conseguente perdita della protezione individuale e collettiva e, nei casi più drammatici, può contribuire a creare le condizioni perché malattie prevenibili tornino a fare vittime».
Il vaccino mRNA contro il melanoma: «Una nuova frontiera dell’oncologia»
Vaia evidenzia inoltre un apparente controsenso: mentre cresce la sfiducia verso i vaccini, la ricerca scientifica continua a dimostrare le potenzialità di questa tecnologia anche nella cura dei tumori.
«Paradossalmente, sottolinea Vaia, proprio mentre assistiamo alle conseguenze di una crescente sfiducia verso i vaccini, la ricerca ci mostra quanto questo straordinario strumento della medicina preventiva possa spingersi ancora più avanti fino alla cura. In queste ore arrivano risultati molto importanti sul vaccino terapeutico personalizzato a mRNA contro il melanoma sviluppato da Moderna e Merck, che nello studio di fase 3, associato all’immunoterapia, ha mostrato un significativo beneficio nel ridurre il rischio che la malattia torni o si diffonda. È una prospettiva che può aprire una nuova stagione nella lotta contro i tumori. Come ha sottolineato anche Paolo Ascierto, uno dei massimi esperti internazionali di melanoma ed eccellenza italiana, siamo davanti a risultati di grande rilievo e a una nuova frontiera dell’oncologia».
Fonte: Dire
Ph. Imagoeconomica




