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Puglia

Bari, Asl potenzia lo screening contro i tumori femminili

Un programma di screening destinato a oltre 300mila donne

1 Settembre 2022

Un programma di screening destinato a oltre 300mila donne residenti nell’area metropolitana di Bari per prevenire il tumore alla cervice uterina è stato messo a punto dalla Asl di Bari che ha scelto per le over 30 una nuova metodica: l’Hpv Dna test primario che è più efficace e sensibile del classico pap test. Si tratta di un esame molecolare di laboratorio che consente di individuare la presenza del virus prima che provochi alterazioni nelle cellule. Il programma di screening oncologico rientra nei livelli essenziali di assistenza e per le donne fino ai 30 anni prevede un pap test gratuito da effettuare ogni tre anni mentre tra i 31 e i 64 anni il nuovo esame che va ripetuto ogni 5 anni se ha esito negativo.
Previsti tre livelli di screening: “Il primo comprende i consultori famigliari, nel secondo rientrano gli ambulatori di colposcopia ospedalieri e territoriali” mentre il “terzo è rappresentato dagli ambulatori ospedalieie”, spiega Chiara Antonia Genco, responsabile della unità operativa semplice a valenza dipartimentale screening cervice uterina della Asl barese. Il punto di riferimento per lo screening cervicale dove si erogano colposcopie, vulvoscopie e biopsie oltre a trattamenti ambulatoriali con radiofrequenza a fini diagnostici e terapeutici è Conversano. Per l’attività complementare è attivo lo sportello Hpv per counseling su vaccini e screening. Saranno attivati inoltre, altri due centri di secondo livello nelle sedi distrettuali di Bitonto e Santeramo in Colle che si aggiungeranno al centro nato da poco a Grumo Appula.

Previsti inoltre incontri formativi per il personale ospedaliero: ginecologici, ostetriche, infermieri e psicologi dovranno essere adeguatamente qualificati per l’esecuzione dello screening.

“La Asl – spiega il direttore generale Antonio Sanguedolce – ha riorganizzato i centri screening territoriali e ospedalieri per incentivare l’adesione della popolazione bersaglio. Il test è più sensibile del Pap test nelle donne di età superiore ai 30 anni, il che significa che si può diagnosticare in anticipo una lesione preinvasiva e fare quindi una più efficace prevenzione del cancro della cervice uterina”.

 

Fonte: Dire

(ph. Imagoeconomica)

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