Azzardo patologico: con Ulss 9 “Esci dai giochi”

Grottola: «Oltre l'80% dei dipendenti non si rivolge ai servizi»

3 Dicembre 2020 a cura di
Azzardo patologico: con Ulss 9 “Esci dai giochi”

È stato presentato oggi, 3 dicembre 2020, il progetto della Ulss 9 Scaligera “Esci dai Giochi – Azzardo non è gioco”.

 

Il gioco d’azzardo patologico, con i suoi risvolti psicologici, familiari ed economici è un fenomeno sociale che sta mettendo in difficoltà un numero sempre maggiore di persone, sia i singoli portatori del disturbo, ma anche come relativi nuclei familiari. Il disturbo da gioco d’azzardo è una forma di dipendenza recentemente inserita nei livelli essenziali di assistenza che il Servizio Sanitario Nazionale garantisce.

 

Per contrastare tale fenomeno e ridurre l’impatto negativo della diffusione del gioco d’azzardo, in linea con le indicazioni regionali, il Dipartimento delle Dipendenze dell’Azienda ULSS 9 Scaligera ha attivato un piano di intervento basato su progetti specifici per quanto riguarda la prevenzione, la cura e la riabilitazione per le persone che presentano problematiche di disturbo. È stata altresì attivata un’equipe multidisciplinare coordinata tra i diversi Distretti aziendali e composta da figure professionali quali psicologi, psicoterapeuti, educatori, assistenti sociali e, quando si rende necessario, uno psichiatra.

 

«Attraverso professionisti psicologi, assistenti sociali ed educatori, oltre ai medici e ai professionisti socio sanitari già presenti, siamo riusciti ad attivare dei servizi mirati: un sito dedicato, una linea telefonica, supporti concreti alle persone e alle famiglie che vivono il problema», ha dichiarato Raffaele Grottola, Direttore Servizi Socio Sanitari Ulss 9.

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«Oltre l’80% dei patologici  ̶   ha spiegato Grottola  ̶  vive il problema senza rivolgersi ai servizi. Abbiamo puntato sulla creazione di una rete territoriale tra il Centro anti-usura di Verona, la scuola e le forze dell’ordine. I professionisti, anche coinvolgendo la scuola e quindi i più giovani, stanno cercando di studiare e cercare nuove soluzioni. Poi c’è la cura, che prevede una presa in carico ambulatoriale importante».

 

“Esci dai giochi”, si pone l’obbiettivo di prevenire e curare la dipendenza da gioco d’azzardo, i cui dati appaiono configurarsi come allarmanti, tenendo conto che il numero di accessi ai servizi ambulatoriali per il trattamento risulta essere ben inferiore a quello dei giocatori problematici realmente stimato.

 

Sono in via di definizione i calendari degli eventi che il Covid ha impedito di realizzare, tra cui la mostra “Azzardo: non chiamiamolo gioco” (con vignette e video) in biblioteche, scuole, Comuni e associazioni. Con i Medici di medicina generale è prevista un’azione informativa, con le Aziende sono programmati screening ai lavoratori e azioni di sensibilizzazione. Si sono messe in campo iniziative formative rivolte a diverse categorie professionali e ad Enti del pubblico e del privato sociale (Forze dell’Ordine, docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, assistenti sociali ed educatori). È stato prodotto e divulgato un opuscolo informativo sulla problematica, con la collaborazione di alcuni studenti dell’istituto Minghetti di Legnago. È stato attivato un numero telefonico dedicato a consulenze online.

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