Scienza e farmaci

Aviaria, Pregliasco: «Spillover virus H5N1 inquieta, sempre più vicino all’uomo»

Il virologo: «Rafforzare sorveglianza con approccio One Health»

2 Luglio 2024

«Lo spillover di questo virus aviario ad alta patogenicità», l’Hpai-H5N1 che negli Usa ha causato un’epidemia tra le mucche da latte e ha ucciso un orso polare in Alaska (notizia rimbalzata sui media a gennaio e ora documentata da uno studio su “Emerging Infectious Diseases”), inquieta sempre di più perché si evidenzia in tantissime specie di mammiferi, anche in contesti particolari come può essere l’habitat naturale di questi orsi. E ovviamente, dai e dai, lo spillover verso l’uomo continua a essere potenzialmente sempre più vicino». Potrebbe essere solo una questione di tempo, spiega all’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, rilanciando il suo invito a una sorveglianza stringente con approccio One Health.

«Davvero il messaggio deve essere quello di rafforzare uno sforzo di studio e ricerca a livello umano, animale e ambientale”, esorta il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’università Statale di Milano. L’unica strategia  ̶  ammonisce  ̶ , per tenere sotto controllo l’effettiva diffusione di questo patogeno e l’entità di queste positività, per disegnare sorta di mappa geografica» utile a guidare gli interventi necessari a prevenire il rischio zoonosi. «Rispetto al passato, alle forme di ‘peste aviaria’ conosciute e descritte dai veterinari già nell’Ottocento come situazioni pesanti di mortalità in alcune specie aviarie, ormai – rileva Pregliasco – c’è un andamento praticamente endemico di questa diffusione». Un trend che, appunto, «ci inquieta».

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(ph: Imagoeconomica)

 

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