Regioni e governo

AstraZeneca, Sileri: «Sotto i 30 anni, non dovrebbe essere usato»

Il sottosegretario alla Salute: «Forchetta del rischio-beneficio per questi soggetti si riduce»

10 Giugno 2021

«I dubbi nascono a maggior ragione oggi che la circolazione e l’incidenza settimanale del virus si sono abbassate drasticamente. È chiaro che se un vaccino ha dato il sospetto di qualche complicanza, soprattutto nei più giovani, la forchetta del rischio-beneficio per questi soggetti si riduce. E quindi è probabile che per i vaccini non a mRna ci possa essere una rivisitazione delle indicazioni sull’età». Ad affermarlo è il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus, interpellato sul caldo tema della somministrazione di AstraZeneca sui giovani e soprattutto donne.

 

«Secondo me sotto i 30 anni non dovrebbe essere usato, soprattutto alle donne sotto i 50 anni non lo consiglierei, ma sono EMA e AIFA che devono valutare questa eventuale restrizione. Io sono prenotato in farmacia e farò il J&J, ma io sono over 40 e non sono donna quindi posso stare abbastanza sicuro, ma se avessi un’amica di 30 anni le consiglierei un vaccino a mRna», ha spiegato Sileri.

 

Sui 2 milioni di over 60 non ancora vaccinati, il sottosegretario alla Salute: «Questo numero si è progressivamente ridotto e sono abbastanza sicuro che si ridurrà ulteriormente. Credo che molte persone, considerando anche la bassa circolazione del virus, stiano temporeggiando in attesa di ricevere un vaccino di altra natura rispetto a quelli a vettore virale».

 

Sileri è intervenuto anche sul Green pass europeo: «Finalmente esiste e consentirà una mobilità ed una sicurezza per tutta Europa. Dobbiamo credere nel green pass. Non deve esserci ridondanza di cose, se io ho fatto il vaccino non devo fare il tampone, mentre invece oggi in alcune zone d’Italia viene chiesto il tampone anche a chi è vaccinato. Ecco perché il green pass deve diventare una realtà culturale, l’Europa e l’Italia a un certo punto dovranno affidarsi a un green pass completo che preveda vaccino o tampone».

 

Fonte: Dire

(ph: Imagoeconomica)

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