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Focus Veneto

Ambiente, sempre meno incendi in Veneto

E la Regione aggiorna il piano anti-roghi

14 Gennaio 2022

«La strategia regionale, composta da tre ingredienti fondamentali – previsione, prevenzione e lotta attiva – rimane una delle armi più potenti che detiene il Veneto per contrastare gli incendi boschivi». Ed è grazie a questa che il Veneto brucia meno. È passato da una media di 122 incendi all’anno, nel periodo antecedente al 2000, a una media di 62 (-50%) negli anni dopo il 2000. Ed è calata anche l’estensione media degli incendi: da otto ettari a 3,6 e (-55%). Infine, chi va a combattere le fiamme, sia personale regionale che volontario, è costantemente calato nel tempo grazie alla “miglior organizzazione del sistema, così come si sono ridotte le ore di intervento degli elicotteri regionali, con un valor medio registrato di 107 ore all’anno». L’assessore della Regione del Veneto all’Ambiente e alla Protezione Civile, Gianpaolo Bottacin, parte dai numeri per rivendicare efficacia e efficienza di un Piano regionale antincendi boschivi che è stato aggiornato, questa settimana, con delibera regionale.

 

È una competenza delle Regione: il coordinamento delle operazioni di spegnimento è in capo a un funzionario regionale, che ricopre il ruolo di direttore delle manovre di spegnimento, avvalendosi di personale regionale, volontari specializzati, mezzi aerei e di terra e interfacciandosi con eventuali altre forze in campo, come i Vigili del fuoco. «Su questo fronte il Veneto è un riferimento nazionale», dice Bottacin. Per pianificare con efficacia gli interventi antincendio si sono adottate e aggiornate analisi delle condizioni che caratterizzano il rischio di insorgenza e propagazione degli incendi nei boschi (l’ultima il 28 gennaio 2020 n conseguenza degli effetti della tempesta “Vaia” dell’ottobre 2018 che ha danneggiato pesantemente molte foreste in particolare nelle province di Belluno, Treviso e Vicenza).

 

«Il Piano Antincendio boschivo  ̶  afferma ancora Bottacin  ̶  è anche un tassello importante nella strategia della Regione del Veneto per quanto riguarda la lotta ai cambiamenti climatici. Gli incendi boschivi e i loro effetti hanno, infatti, importanti effetti diretti e indiretti relativamente alle emissioni di gas climalteranti, sia nella fase acuta che nella fase successiva alla distruzione delle superfici boscate». Inoltre poter intervenire «tempestivamente nello spegnimento degli incendi permette di proteggere il territorio, soprattutto le aree più fragili».

«Il Veneto poi è stata la prima Regione ad adottare e impiegare il metodo canadese Fwi (Fire Weather Index): una metodologia molto complessa, che basa il suo funzionamento sul presupposto che la probabilità che un incendio si verifichi dipenda strettamente dallo stato di idratazione dei combustibili forestali morti, che a sua volta dipende dall’andamento del tempo atmosferico. L’indice canadese individua cinque livelli di rischio, da 1 (molto basso) a 5 (molto alto). Sulla base di questa metodologia la Regione del Veneto ha predisposto un bollettino di pericolo incendi boschivi, aggiornato giornalmente e pubblicato sul sito internet regionale nella sezione dedicata alla Protezione Civile-Antincendio Boschivo». Il continuo monitoraggio e studio scientifico del fenomeno, ha permesso inoltre di evidenziare come, in Veneto, i periodi a maggior rischio di incendi boschivi, negli ultimi venti anni, siano stati registrati nei mesi di febbraio (253), marzo (364) e agosto (201). Le cause di origine degli incendi sono state principalmente di tipo dolose (38%), a seguire di origine colposa (25%) e naturale (5%). Il 32% delle cause rimangono classificate come dubbie.

 

Fonte: Dire

(ph: Shutterstock)

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