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Vivere sani

Ambiente: ecco perché la decarbonizzazione è possibile e necessaria

Ma per concretizzarsi occorre una “cultura del rispetto”

4 Agosto 2021

L’Italia ha allocato quasi il 40% dei fondi Next Generation EU alla transizione ecologica, che equivalgono a quasi 75 miliardi da destinarvi nei prossimi 5 anni. Il premier Draghi, nel corso del vertice sulla transizione ecologica svoltosi a Barcellona lo scorso giugno, ha dichiarato e promosso il suo impegno a favore della riduzione attiva delle emissioni, annunciando di voler proseguire con incessante impegno nel processo di decarbonizzazione intrapreso negli ultimi anni.

Sempre più il pianeta necessita e richiede a gran voce infatti una sterzata verso un futuro più sostenibile e green. I danni ad oggi sono incalcolabili e richiedono decenni prima che il nostro ambiente possa finalmente tornare a respirare. E questo, anche e soprattutto a causa dell’enorme quantità di CO2 prodotta dalle attività umane, e che resta il principale fattore del riscaldamento globale.

 

Le nuove generazioni, spinte da una coscienza collettiva e dall’inconscia paura per uno scenario prossimo contraddistinto dall’incertezza e dal grave pericolo, scendono in piazza e invitano gli adulti all’ascolto. Un’azione semplice, ma che molto spesso si scontra con i profondi interessi e con l’avanzare della tecnologia e la sempre maggiore centralità di una società consumistica, che non bada a spese e consumi, ma neppure a emissioni pericolose e sconsiderate, che nell’ormai breve periodo potranno innescare serie conseguenze alle nuove generazioni e all’ambiente che dovrebbe sostenerle e accompagnarle.

Per questo oggi, in quanto in questo presente è possibile e realizzabile, servirebbe un piccolo gesto da parte di tutti: case produttrici, industria e mondo del lavoro, ma anche semplicemente nella routine quotidiana che riguarda le nostre mura e abitudini.

 

L’automotive già da tempo guarda all’idrogeno, il settore dell’energia già da diversi anni promuove soluzioni rinnovabili e che possono agevolare la transizione verso la green economy, ma resta fondamentale la migrazione ideologica e culturale dei Paesi fortemente sviluppati e di quelli in via di sviluppo. Un’azione non può che nascere da un’idea. E ad oggi le idee e i progetti ci sono, come anche le concrete opportunità per ridurre l’impatto ambientale e garantire la nostra sopravvivenza e delle generazioni future. Ma prima di questo necessario è il diffondersi di una “cultura del rispetto”. È questo ciò che il pianeta richiede. E noi possiamo e dobbiamo rispondere alle sue esigenze.

 

(ph: Shutterstock)

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